Montserrat: la montagna dei barcellonesi

Ho scritto solo due post, e con il terzo giá inauguro una nuova rubrica: ebbene si, Montserrat non è patrimonio dell’Umanità Unesco. Sebbene il proposito principale di questo blog è quello di scoprire più Patrimoni dell’Umanità possibili, purtroppo o per meglio dire per fortuna, il mondo non è fatto solo di Patrimoni Unesco ma ci sono tantissime altre cose che vale la pena di vedere. Per questo motivo d’ora in poi farò una distinzione tra i beni protetti dall’Unesco e quelli che non lo sono ma che meritano comunque di essere visitati. Fatta questa doverosa premessa, vi racconto dell’escursione che abbiamo fatto domenica scorsa al Montserrat: la montagna sacra della Catalogna. Dista una cinquantina di chilometri dalla città ed è facilmente raggiungibile sia in treno sia in macchina, per arrivare fino in cima avete tre modi: la cremagliera, la funicolare o (come abbiamo fatto noi) lasciando la macchina a Monistrol de Montserrat e andando a piedi. E’ quindi un posto raggiungibile da tutti, non avete scuse per non andarci! Il profilo della montagna è veramente inconfondibile,  Montserrat vuol dire montagna tagliata in italiano e capisci il perchè guardando le foto.

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Non è una montagna altissima ( 1241 mt) ma vi assicuro che il percorso che abbiamo fatto per arrivare fino al monastero era abbastanza irto e pieno di scalini. Io sono arrivata al monastero abbastanza affaticata, ma c’è da dire che non sono molto in forma, la camminata in tutto non dura molto: un’ora e mezza in totale (dipende anche da che tipo di percorso scegliete). Una volta arrivati in cima però capisci che ne è valsa veramente la pena: il panorama che si apre davanti ai tuoi occhi è indimenticabile. Una volta arrivati al monastero siamo rimasti un pò delusi dalla poca aria di solennità che si percepiva, accanto al monastero è stato costruito un hotel a 5 stelle, c’è un ristorante a poca distanza e la massa di turisti che sbarcava dalla funicolare e dalla cremagliera cozzavano un pò con la santità del luogo, ma devo dire che quando siamo entrati all’interno della chiesa il posto ha recuperato parecchi punti. C’é una fila lunghissima per poter toccare la Moreneta, la statua della madonna nera che, la leggenda narra, è stata ritrovata su queste montagne nel IX secolo d.c. In seguito al ritrovamento nel 880 è stato fondato il monastero che nel 1404 è diventato un’abbazia ed era dotato persino di una stamperia. Se non siete molto religiosi come noi, sorpassate la fila e potete accedere direttamente alla chiesa. Quando siamo entrati noi stavano celebrando la messa e quindi non abbiamo potuto girare, ma ci siamo mantenuti a distanza, mi riprometto di tornare in un altro orario per poterla visitare meglio. Sopra l’altare si apriva una finestrella dove si riusciva ad intravedere la statua della madonna con i vari fedeli che le passavano accanto per poterla pregare e toccare. Una volta usciti ci siamo diretti sulla sinistra della chiesa dove c’è un luogo molto suggestivo dove si possono accendere delle candele votive di vari colori.

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C’è anche un museo visitabile vicino alla chiesa ma noi abbiamo preferito dirigerci verso la Santa Cova, una cappella incastonata nella montagna dove pare sarebbe stata nascosta la statua della Moreneta durante l’invasione araba. La via si chiama Camí del Rosari (cammino del rosario) ed è impreziosita da varie sculture lungo il percorso che illustrano le gioie e i dolori di Maria, fatte da artisti del Novecento tra i quali anche Gaudì.

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A nostro parere, questo posto è molto più raccolto e interessante rispetto al monastero piú in alto, complice anche una minore affluenza di gente (il percorso è facilissimo da fare-dista 20 minuti dal monastero a piedi ed è quasi sempre pianeggiante). C’è un altro percorso, che noi non abbiamo avuto il tempo di fare, che porta ad una croce in ferro battuto dalla quale è possibile ammirare il paesaggio circostante e sembrava molto bello e non molto impegnativo. Sarà per un’altra volta! Se siete quindi fan della natura, non perdetevi assolutamente la visita del Montserrat: vedi certi paesaggi che poi non ti scordi più!

7 risposte a "Montserrat: la montagna dei barcellonesi"

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