Colombo

Dopo la prima sera passata a casa della Esha e un primo bagno ristoratore nel mare dell’Oceano indiano a Marawila, la piccola cittadina dove eravamo ospiti (villaggio di pescatori di religione per lo più cristiana), i nostri amici ci hanno portato a fare un giro a Colombo. Non tutti sanno che Colombo non è la capitale dello Sri Lanka (nemmeno io prima di andarci): la vera capitale è Sri Jayawardenepura, un sobborgo di Colombo (nome impronunciabile ma ora che lo sapete nessuno vi potrà più battere al gioco di indovinare le capitali dei vari paesi esteri ;). In ogni caso, Colombo è il vero centro finanziario e amministrativo del paese ed è facile rendersene conto appena arrivati: grattacieli in costruzione, folla di gente ovunque insomma le classiche caratteristiche di una città caotica e in piena espansione. Molte guide sconsigliano di passare da Colombo se si ha poco tempo e molti turisti non la includono nei loro itinerari, eppure io penso che un giro sia d’obbligo come “antipasto” per farsi un’idea di cosa si vedrà nel resto del paese. Se poi si ha la nostra fortuna e cioè di avere a disposizione due guide che ci hanno fatto vedere i posti più emblematici della città, allora non si hanno proprio scuse! 

Siamo arrivati a Colombo nel primo pomeriggio con la nostra macchinina bianca e ci siamo subito diretti verso il tempio Kelaniya Raja Maha Vihara, che è considerato il santuario buddhista più importante della città di Colombo. Si narra infatti che lo stesso Buddha abbia visitato questo tempio 8 anni dopo l’illuminazione la terza e ultima volta che visitò il paese.  Esattamente in corrispondenza del punto dove il Buddha aveva posato i suoi piedi sorse una dagoba (nome autoctono per indicare le stupa, enormi tumoli emisferici, usati principalmente per conservare reliquie). Era la prima dagoba che vedevamo in assoluto e ci ha fatto un certo effetto, anche se nei giorni successivi avremmo visto dagobe molto più belle,grandi e spettacolari.  

la Dagoba del tempio 

Accanto alla dagoba abbiamo visitato un’ edicola completamente affrescata, con dipinti che illustrano le tre visite del Buddha in Sri Lanka. La particolarità di quest’edicola sta alla base dei pilastri: sono ornati infatti da fregi rappresentanti elefanti al galloppo e simpatici nanetti. Una raccomandazione importante da segnalare è che ogni volta che si entra in un tempio buddhista e/o induista bisogna lasciare le scarpe all’inizio del recinto religioso e venire a riprenderle alla fine della visita: tenetene conto se non volete fare la fine del povero Fran che andando in giro senza calze finiva sempre per scottarsi i piedi!

particolare dell’edicola con i nanetti ed elefanti

Finita la visita al tempio buddhista, era ora di vedere dal vivo per la prima volta un tempio induista: ci siamo diretti verso il tempio Sri Kailawasanathan Swami Devasthanam, che ci ha lasciati veramente a bocca aperta. E’ un tempio un pò defilato rispetto al centro della città ma ne vale la pena: è incredibile soprattutto la facciata principale del tempio piena di divinità induiste, ma anche l’interno vale la pena (ti fanno pagare 100 rupie se vuoi fare delle foto all’interno del tempio, io che le facevo con il cellulare non ho dovuto pagare ma Fran che aveva la sua mitica reflex invece si). Pare che sia il tempio hindu più antico della città, è dedicato alle divinità di Shiva e Ganesh e viene chiamato anche tempio del giardino del capitano, perchè all’epoca della costruzione del tempio un capitano olandese aveva il compito di vigilare l’andamento dei lavori. Anche in questo caso vale la regola del togliersi le scarpe quando si entra, come in tutti i templi e luoghi sacri dove siamo stati in Sri Lanka

Ci siamo infine diretti verso l’ultimo tempio della giornata: Sri Ponnambalam Vanesar kovil (kovil vuol dire tempio induista), rispetto al primo questo è molto più austero, meno colorato (il colore che domina è il grigio del granito) e da un’idea di sacralità molto più profonda rispetto all’altro. All’interno del tempio ti pervade una sensazione di pace e serenità che abbiamo raramente provato in altri templi dello stesso genere. La nostra amica ci ha fatto vedere come fare una puja, che è un atto di adorazione verso le divinità, simile al ruolo che svolge la preghiera nella religione cristiana. All’interno del tempio c’erano dei contenitori sparsi con dell’olio e delle polverine: ha cosparso me e Fran con l’olio e sopra l’olio ha posizionato le varie polverine: un punto bianco e una riga rossa sopra il puntino. Sia all’interno che fuori dal tempio si possono trovare dei mici super giocherellosi che mi sono divertita ad accarezzare (Fran invece è allergico e quindi li osserva sempre a debita distanza!) 

Dopo tanti templi, siamo andati a vedere il tramonto a Galle Face: un punto panoramico davanti all’Oceano Indiano dove fare una passeggiata tra posticini che vendevano street food locale, bambini che correvano felici con l’aquilone, maestri con una scolaresca e famigliole a passeggio. Essere lì insieme alla mia migliore amica e al mio ragazzo (marito ormai, ehehhehe) non aveva prezzo, ed era il migliore coronamento a una prima giornata in Sri Lanka veramente speciale. 

tramonto a Galle Face

Ma la giornata non poteva dirsi conclusa al 100% senza una buona cena in compagnia e quindi dopo un drink all’interno del vecchio Ospedale Olandese, che è stato trasformato in un centro pieno di negozietti tipici, ristoranti e bar siamo arrivati all’ultima tappa di questo tour a Colombo. Il ristorante Nuga Gama. Il ristorante è veramente scenografico: i tavoli sono disposti intorno a un’enorme albero e il cibo è a buffet: ogni piatto è corredato dal nome e dalla spiegazione in inglese, e in più ci sono alcuni piatti fatti al momento come gli hopper, che sono delle specie di frittelline/pancakes leggerissimi e buonissimi. Satolli e felici siamo tornati a Marawila per dormire un pò anche perchè il giorno dopo ci aspettava l’inizio del giro delle antiche capitali dello Sri Lanka e quindi avevamo bisogno di molte energie. Spero quindi di avervi convinto a dedicare almeno una giornata a Colombo nel vostro viaggio 🙂

7 risposte a "Colombo"

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      1. noooo, non ho ancora capito come mai, ma gli elefanti mi fanno tenerezza.
        mi si crea un moto di empatia…
        mi sembra siano molto simili a noi
        Si comportano con i loro piccoli con modi quasi umani, li incoraggiano. li sostengono, li proteggono…
        Amano le coccole ed i grattini…
        ti leggerò con piacere.

        Piace a 1 persona

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