Els Castells

Oggi vi parlo di una tradizione tutta catalana, che ho avuto la possibilità di ammirare questo weekend a Barcellona. Si tratta dei Castells, ovvero letteralmente castelli umani, torri costituite da uomini che si arrampicano uno sopra l’altro. Questa tradizione è diventata nel 2010 Patrimonio Immateriale dell’Umanità dato che l’Unesco si preoccupa di cercare di proteggere non solo monumenti e/o elementi naturalistici ma anche patrimoni orali, tradizioni e feste popolari che meritano di essere conservate e tramandate ai posteri.

Vi è mai capitato di assistere a un’esibizione di Castells? Per me era la prima volta e vi assicuro che è uno spettacolo che non dimenticherete facilmente. Nel nostro caso si trattava di una Diada Castellera, ovvero una sfida tra varie confraternite di Castellers, che sono gli impavidi uomini, donne e bambini che formano il castello vero e proprio. Abbiamo avuto quindi il privilegio di assistere a un’ora di esibizione in cui tutti noi spettatori siamo rimasti con il naso all’insù e con il fiato sospeso sperando che nessun castello crollasse e nessuno si facesse male (per fortuna è andato tutto liscio!)

Il primo passo per creare un buon castello è la predisposizione della base, detta pinya in catalano, formata da la maggioranza dei castellers, che intrecciano tra loro mani e braccia in modo da formare una specie di tappeto umano che ha il duplice scopo di sorreggere i vari livelli del castello e di rendere meno dolorosa una caduta eventuale.

In seconda battuta, iniziano ad arrampicarsi alcune persone che formeranno il primo livello del castello, detto baix. In genere si tratta di uomini perchè riescono meglio delle donne a sopportare tutto il peso dei livelli successivi. Da qui in poi, dipendendo dalla difficoltà del castello, verranno aggiunti vari livelli (il massimo a cui sono mai arrivati è stato 9- noi abbiamo visto castelli di 6 livelli, che mi sembra comunque un traguardo di tutto rispetto). Questi livelli sono invece composti in maggioranza da donne, generalmente più snelle e quindi con un peso più facile da sostenere per il baix. Il numero di persone che formeranno la torre dipende dal tipo di castello che si vuole formare, generalmente si arriva fino a cinque persone per livello.

L’ultimo livello è costituito da due bambini, uno in posizione accovacciata e l’altro che alza la mano per segnalare l’avvenuta riuscita del Castell, detto Aleta. I bambini oltre alla divisa tipica del casteller, indossano anche un casco di protezione per evitare danni in caso di caduta. La visione di questi bambini che si arrampicano senza nessun problema e che rimangono lì sospesi senza paura provocherebbe più di uno scompenso a molte mamme italiane ma qui non genera nessuna paturnia, anzi spesso sono gli stessi genitori che fanno parte della confraternità a spingere i propri figli a diventare castellers! Misteri della Catalogna…

Lo spettacolo si considera compiutamente riuscito solo se si riesce a montare il castello e smontarlo (quindi scendere) senza nessuna caduta, e in questo caso tutte le esibizioni che abbiamo visto hanno centrato perfettamente l’obiettivo. Ci sono però vari tipi di castell, ovviamente con difficoltà crescenti:

  • PILAR: letteralmente una pila umana formata da un solo casteller per livello (il massimo a cui sono arrivati è stato 6 livelli), esiste una versione ancora più difficile in cui il pilar si muove e balla a ritmo della musica
  • PILAR AL MIG o AGULLA: quando all’interno di un castell già formato viene inserito un pilar. In questo caso si procederà prima a smontare il castell esterno e poi il pilar interno.
  • CASTELL DE 9: quelli più difficili mai realizzati sono quelli da 9 livelli (i castell vengono infatti classificati in base al numero di livelli che raggiungono, castell de 5,6,7 etc…)

Le varie confraternite si distinguono in base al colore della camicia che indossano, infatti l’abbigliamento tipico è così composto: camicia con il simbolo della confraternità cucito all’altezza del taschino, pantaloni, rigorosamente bianchi, fascia nera, che serve per offrire un punto d’appoggio ai compagni che si arrampicano, e il mocador,  fascia dalle multeplici funzioni. Ultimo elemento importante è l’accompagnamento musicale: la banda che accompagna i castellers infatti non ha solo il compito di allietare i presenti, ma anche di informare la base con musiche diverse sull’andamento della costruzione, dato che essendo impegnata a sorreggere l’intero castello non riesce a rendersi conto di quello che succede.

Forse l’aspetto che più colpisce è vedere la partecipazione di tantissimi giovani o giovanissimi all’interno delle confraternite. Il fatto è che questa tradizione catalana, insieme a tante altre, è molto sentita dalla popolazione soprattutto in chiave identitaria e in contrapposizione al resto della Spagna. E’ bello quindi pensare che, in un mondo dove si perdono sempre più le tradizioni, sicuramente questa tradizione verrà invece preservata a lungo.

immagine presa da https://www.starstickvinilos.com/es/todos-vinilos-infantiles-/173-castellers-vinilo-infantil.html

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