Kandy e il tempio del dente

Ed eccoci alla tappa finale del viaggio. E’ triste pensare di dover andare via, ma devo dire che la tappa di Kandy ha messo la ciliegina su un viaggio già di per sè assolutamente straordinario. Lasciando Ella  ci dirigiamo verso la seconda città del paese per dimensioni e importanza, nel bel mezzo della regione degli altipiani. Abbiamo alloggiato con i nostri amici al Satyodaya Educational Training Centre  che è ubicato non lontano dal centro alla fine di una salita leggermente ripida. Per andare e tornare dal centro, se non avete voglia di camminare, potete prendere i tuc tuc (che potete chiedere anche in reception comodamente). Uno dei punti forti dell’hotel sono le incredibili viste che vedrete della città, è stato bellissimo infatti svegliarsi e fare colazione ammirando il paesaggio.

Siamo arrivati verso tardo pomeriggio/sera e dopo poco, giusto il tempo di rinfrescarci e cambiarci, siamo usciti a cenare e fare una bella passeggiata serale in giro per la città. Abbiamo visto da fuori l’attrazione principale della città che è il Tempio del Dente,  che è oltrettutto uno dei beni protetti dall’Unesco. Ma perchè si chiama così? Pare che al suo interno sia conservato niente di meno che uno dei denti del Buddha. Ovviamente questo lo converte nel tempio buddhista più importante di tutto il paese, e numerosi pellegrini vengono da ogni dove per ammirare questa sacra reliquia. Da fuori il tempio si presenta come un complesso bianco di medie dimensioni, lambito da una parte per il Kiri Muhuda, il vasto lago artificiale fatto costruire nel 1807. E’ molto piacevole passeggiare al suo fianco per godere di viste da cartolina della città.

Siamo tornati il giorno dopo per poter entrare direttamente all’interno del tempio. Dopo essere passati attraverso il fossato esterno e aver ammirato la Pittirippuva, la torre ottagonale che era posta a protezione del recinto del santuario vero e proprio, siamo finalmente entrati all’interno della parte sacra. Purtroppo la reliquia non è visibile, è protetta all’interno di uno scrigno di legno e bisogna accontentarsi di girare intorno allo scrigno per poter intravedere la sagoma del dente. Un tempo veniva portata in processione durante la festa più importante della città, l’esala perahera, che noi non abbiamo beccato per un soffio dato che si celebra all’incirca verso ferragosto. I nostri amici che ci sono stati confermano che vale veramente la pena, bisognerà pensarci per la prossima volta!

Il Tempio si trova sul terreno di quello che anticamente era il Palazzo Reale ed è sede di vari musei, tra cui quello archeologico e quello del buddhismo del mondo. Mentre passeggiavamo al suo interno, abbiamo visto anche degli elefanti con le zampe legate ad una catena. Dopo averli visti in libertà nel parco di Minneriya è stato abbastanza triste vederli ridotti così. Eppure le sorprese non erano finite, perché a poca distanza dal Tempio del dente si elevano tre devale (templi) anch’essi patrimonio dell’Umanità, che rendono omaggio alle divinità protettrici della città. In questi piccoli tempietti si apprezza soprattutto la commistione tra le religioni buddhista e induista. Visitiamo quindi il devale di Pattini, dea di origini indiane che rappresenta l’ideale della moglie casta e devota, Natha, la divinità più puramente buddhista tra le tre, e il devale di Vishnu. 

Usciti dal tempio ci perdiamo tra le stradine di Kandy, dove oltre alle moderne abitazioni si possono scorgere ancora alcuni palazzi di chiara eredità coloniale inglese. Finiamo a mangiare in un posto buonissimo, uno di quei posti a cui non daresti neanche due lire da fuori, ma ci attira perchè ci sembra particolarmente autentico. E così è infatti: i proprietari paiono molto stupiti che dei turisti come noi vogliano mangiare proprio qui e ne fanno un motivo di orgoglio e di vanto, e anche gli altri commensali fanno a gara per spiegarci come si mangiano le varie pietanze, un’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse bisogno, dell’estrema gentilezza dei locali.

Facciamo un’ultima tappa per ammirare Kandy dall’alto: vicino al nostro hotel infatti, c’è la statua del Bahiravakanda Buddha,  e vogliamo andare a dare un’occhiata. Vale la pena venire qui, più che per la statua in sè, che è piuttosto recente, per poter godere delle viste impressionanti della città dall’alto (molto più in alto che dal nostro hotel).

E’ giunta l’ora di ripartire e tornare a casa, che tristezza! Ma dentro di noi ci portiamo i sorrisi della gente, le bellissime città imperiali che abbiamo visitato, le scimmiette dispettose e gli elefanti visti a neanche un metro di distanza in libertà, il mare fantastico che nulla ha da invidiare ad altri paradisi poco distanti, le piantagioni di té e la passeggiata in mezzo alla natura ad Ella e la bellissima Kandy! Per ora è tutto, ma ho il sospetto che prima o poi torneremo perchè lo Sri Lanka è stato in grado di rapirci il cuore.

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