Hospital de la Santa Creu i Sant Pau

Normalmente speriamo sempre di avere il meno possibile a che fare con gli ospedali, perchè pensare a un ospedale ci fa venire in mente malattie e gente che sta male. In questo caso, però, ho fatto volentieri un’eccezione, e non solo per il fatto che si tratta di un patrimonio dell’Umanità UNESCO. Quando varchi le soglie dell’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau, inizi quasi a invidiare i fortunati pazienti che vennero ospitati qui, perchè un ospedale così non ha eguali in nessuna altra parte del mondo. Ho letto da qualche parte che la bellezza ha il potere di curare i mali fisici e dell’anima, e credo questo fosse l’obiettivo di Lluis Domenech i Muntaner, il geniale architetto che creò questa meraviglia. E’ famoso anche per il Palau della Musica Catalana, un altro gioiello che ci ha lasciato a Barcellona, un altro Patrimonio UNESCO.

Ho già scritto dei prezzi folli di molti monumenti visitabili qui, ma in questo caso ho un’ottima notizia per voi: ogni prima domenica del mese potrete visitare l’ospedale completamente GRATIS. Assolutamente da non perdere no? Poi non dite che non vi avevo avvisato! In un giorno normale invece la visita costa 14 €, 19 € con l’audioguida. Per ulteriori informazioni potete guardare qui: http://tickets.santpaubarcelona.org/muslinkIII/venda/index.jsp?nom_cache=SANTPAU&property=SANTPAU&grupActiv=1&lang=2

La visita inizia dall’entrata, con la facciata maestosa del padiglione dell’Amministrazione, la fontana dedicata a Pau Gil, un banchiere che investì molto denaro nel progetto. Da lì si entra nella Sala Hipòstila dove, oltre alla possibilità di visionare un video che racconta la storia dell’ospedale e a una riproduzione dell’ospedale a scala ridotta, troviamo vari pannelli espositivi che ci raccontano la vari fasi della costruzione. La storia più o meno è la seguente: a Barcellona esisteva già l’ospedale della Santa Creu, ma in seguito al continuo aumento della popolazione all’inizio del Novecento, ci si rese conto che non riusciva a far fronte a tutti i pazienti. La soluzione ovvia sembrò quella di dotare la città di un nuovo ospedale, più grande e meglio attrezzato. Lo spazio individuato si trova in quella che allora era la periferia della città, dove c’erano campi e vicinissimo alla nuova chiesa che Gaudì stava costruendo, ovvero la Sagrada Familia. Le prime infermiere che iniziarono a lavorare qui dovevano essere accompagnate dalla sicurezza fino alla fermata del bus più vicina perchè le strade intorno all’ospedale non erano illuminate e potevano essere pericolose di notte. L’ospedale iniziò ad essere realmente operativo all’incirca negli anni venti del Novecento, e pian piano diventò un centro medico innovativo in grado di effettuare interventi sempre più complessi fino ai giorni nostri.

non sembra neanche di stare all’ospedale 🙂

I padiglioni progettati da Domenech i Muntaner ora non vengono più utilizzati con fini medici da diverso tempo, ma nel padiglione di Sant Rafael è stata ricostruita una sala d’ospedale tipo del tempo. Non esistevano camere individuali, ma in un’unica camerata venivano posizionati i letti in fila (ho letto che quest’assetto venne mantenuto addirittura fino agli anni sessanta!) con dei caloriferi al centro per riscaldare la stanza durante l’inverno. All’inizio della sala c’era sempre un altare votivo, e le camerate erano rigorosamente divise per sesso. Nel Padiglione della Purissima troviamo un esempio di dormitorio femminile con le decorazioni originali dell’epoca. Alcuni letti venivano destinati alle persone indigenti che non potevano permettersi di pagare le cure.

sala dell’ospedale

Tra i padiglioni troviamo i splendidi giardini con gli alberi d’arancio e con viste su tutti i padiglioni e sulla Casa d’Operacions dove venivano eseguite le operazioni chirurgiche. L’ospedale era stato progettato come una vera e propria città autosufficiente, nel progetto originale era prevista la costruzione di 24 padiglioni, anche se in realtà ne vennero realizzati molti meno e alcuni vennero costruiti posteriormente alla morte di Domenech i Muntaner da suo figlio. Lo stile è modernista, com’era tradizione nei primi anni del Novecento, e le decorazioni dei vari padiglioni sono state realizzate con l’utilizzo di mattoni a vista, ceramica colorata e pietra naturale.

vista sui padiglioni

L’ultima sorpresa la troverete nel Padiglione dell’Amministrazione. A parte la sala d’entrata con le colonne e le decorazioni del tetto, dovrete assolutamente salire le scale che vi porteranno a una piccola sala deliziosa dove noi abbiamo avuto la fortuna ad assistere a un mini concerto di piano mentre un soprano cantava. La giusta ciliegina sulla torta per una visita speciale!

un pianoforte in mezzo a tanta bellezza!

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