Olvera

Nella vita a volte ti capitano delle fortune, e finisci per caso in posti dove probabilmente non avresti mai messo piede altrimenti ma che a lungo andare diventano parte di te. Nel mio caso se non avessi conosciuto mio marito, con ogni probabilità non avrei mai messo piede ad Olvera. Ma, per caso o per fortuna, le cose sono andate diversamente e questo piccolo paesino dell’entroterra andaluso è diventato come una seconda casa per me.

Ci troviamo più precisamente nella provincia di Cadice, anche se da qui si possono raggiungere facilmente anche le province di Siviglia e Malaga. Non so se siete mai stati in Andalusia, il sud spagnolo per eccellenza, una bellissima regione molto conosciuta per le sue spiagge, le sue città d’arte, l’Alhambra di Granada, la Mezquita di Cordoba, la Giralda di Siviglia, il flamenco, le tapas e molto altro. Il turismo imperversa in ogni epoca dell’anno grazie anche al clima, generalmente bello anche d’inverno. Ma come spesso succede, i turisti si concentrano tutti nelle città più grandi e sulle spiagge, trascurando altri luoghi ugualmente meritevoli. E così, se avete voglia di fare un giro in una parte meno sfruttata dal turismo, e incantarvi davanti ai paesaggi, alla gente e alle bellezze del luogo Olvera può rappresentare una piacevole alternativa da prendere in considerazione.

la Chiesa vista dal Castello

Scoprirete così che c’è tanto da vedere, iniziando da un giro del centro storico partendo dal Castello costruito durante la denominazione araba della regione (dodicesimo secolo) e da dove potrete vedere tutta la piana circostante e gli altri paesini vicini, anch’essi dotati di Castelli simili dove le sentinelle in caso di attacco si mandavano dei segnali per avvisare del pericolo imminente. Accanto al Castello, si trova la Chiesa principale dedicata alla nostra signora dell’incarnazione e nella stessa piazza trovate il piccolo museo della Cilla, che vi racconta tutta la storia del paese, soprattutto durante il medioevo. All’interno della chiesa troverete delle statue sacre che vengono portate in processione durante la settimana di pasqua che qui è una festività molto sentita. Entrare al castello costa 2 €, e pagherete lo stesso prezzo per visitare anche la chiesa mentre il museo è gratuito (ragione in più per visitarlo!)

una parte del castello con viste sul territorio circostante

Il quartiere dove si trovano il castello e la chiesa si chiama “barrio de la villa” il nucleo principale del paese fino a poco tempo fa, quando gli abitanti hanno preferito trasferirsi nella parte bassa del paese, più pianeggiante e meno difficile da percorrere della parte alta. E’ un quartiere delimitato dalle antiche mura musulmane ed è piacevole perdersi nei suoi vicoletti e se sentite parlare inglese, non stupitevi. Da qualche anno infatti, si è stabilita nel paese una piccola colonia di inglesi in pensione che approfittano del bel tempo e della sanità gratuita in Spagna (almeno prima che il Regno Unito esca definitivamente dall’Unione Europea).

Proseguendo oltre la chiesa e scendendo i vari scalini che ci collegano con il resto del paese, entriamo in una piccola piazzetta dove si trova il comune e dove troviamo uno scudo con una scritta “De mi sale la paz” (Qui troverete la pace) che indica che in origine il paese è stato abitato da ex-galeotti ed ex-carcerati a cui veniva offerta la possibilità di uscire dal carcere per venire ad abitare qui, strane origini non trovate?

Scendendo ancora un pò troviamo la piazza dell’Alameda, dove potrete visitare il Penon del Sagrado Corazon, un curioso giardino con altre viste ugualmente belle del paese e con una statua di Cristo risalente al 1929. L’entrata è gratuita ma attenzione agli orari di apertura e chiusura, perchè molto spesso è chiuso!

Vista del Penon

Allontanandosi 2 km dal centro città, incontriamo il bel santuario della Vergine de los remedios, la patrona della città, dove potrete vedere appesi alle pareti i tantissimi ex-voto dei fedeli. Potrete arrivarci comodamente anche dal centro della città grazie una bella strada pavimentata che parte dal centro della città e che viene illuminata di sera.

Santuario de los remedios

Per gli appassionati di ciclismo o amanti delle passeggiate, il consiglio è quello di percorrere la Via Verde della Sierra, un antico percorso che era stato pensato per unire Olvera con la città vicina di Coripe in ferrovia. Il progetto originale della ferrovia non venne mai portato a termine, ma recentemente il tracciato è stato recuperato e trasformato in un percorso naturalistico lungo all’incirca 30 km. Si può partire dalla “stazione” di Olvera, dove oggi trovate un hotel molto particolare, le cui stanze sono costituite da vagoni del treno in disuso, oppure da Coripe facendo il percorso a ritorso. All’incirca a metà del percorso, troverete un’area naturale chiamata Penon de Zaframagon, dove nidifica una specie autoctona di avvoltoio e dove è possibile avvistare le “cabras montesas” (stambecco iberico).

Olvera fa parte dell’itinerario dei paesi bianchi, 19 paesi che si trovano tutti nell’entroterra della provincia di Cadice, e come suggerisce il nome, la loro caratteristica principale è quella di avere le case dipinte di blanco, allo scopo di difendersi dal calore che in estate si fa particolarmente sentire (arrivando anche a temperature di 40 gradi e oltre). Ve ne sono alcuni veramente particolari e belli da vedere tra i quali sicuramente: Grazalema, un piccolo paesino immerso nel verde che può contare sulla vicinanza con un parco naturale della Sierra de Grazalema, dove paradossalmente pur essendo a sud, è il punto in cui piove di più di tutta la Spagna, Zahara de la Sierra, un paese a cui piedi sorge un bacino idrico molto bello paesaggisticamente parlando, Setenil de las Bodegas, famoso soprattutto per le case che sono state costruite a ridosso delle rocce. Un altro punto a favore di Olvera è la vicinanza con la famosa città di Ronda, di cui però parleremo più approfonditamente in un altro articolo.

Zahara de la sierra

CONSIGLI UTILI: Ad Olvera sono presenti poche strutture alberghiere, ma prenotando con un pò di anticipo non ci dovrebbero essere problemi. Oltre alla già citata stazione dei treni/hotel, trovate l’hotel Fuente del Pino, dotato di tutti i comfort appena fuori il centro abitato in direzione del santuario de los remedios, mentre più in centro città trovate l’hotel Sierra y Cal. C’è anche un camping un pochino più isolato rispetto al paese. Pur essendo un paesino piccolo ci sono molti ristoranti, dove rimarrete a bocca aperta per l’economicità dei piatti e soprattutto la loro bontà. Per me il posto migliore in assoluto è la Taberna di Juanito Gomez ma non disdegno neanche il bar el Parque, la bodeguita de mi pueblo e il ristorante el puerto. Nel barrio della Villa, invece troverete un delizioso bar che si chiama Tapir Despistado, gestito da due stranieri trapiantati ad Olvera, che però è aperto solo stagionalmente (generalmente in autunno e in primavera). Se il caldo non fa per voi, allora vi sconsiglio assolutamente di venire qui in agosto (consiglio valido per tutta l’Andalusia in generale), la stagione migliore per venire è senza dubbio la primavera.

5 risposte a "Olvera"

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