Palazzo Güell

Poco tempo fa ho avuto l’opportunità di visitare un altro Patrimonio dell’Umanità qui a Barcellona, il palazzo Güell. Se state pensando che vi suona questo nome è perchè c’è un parco molto famoso con lo stesso nome. La famiglia Güell infatti commissionò entrambi i capolavori allo stesso architetto, che si, avete indovinato anche questa volta, è sempre Antoni Gaudì.

la scalinata d’ingresso principale

Il parco è molto più conosciuto del palazzo e dopo averlo visitato non mi spiego bene il perchè, trovo che sia assolutamente da includere in un ipotetico itinerario della città (anche se ammetto che c’è talmente tanto da vedere che è veramente difficile condensare il tutto in un unico viaggio!). Tenete conto che, stando a quello che dice l’audioguida, è l’unico palazzo costruito da Gaudì che non ha subito modifiche essenziali nel tempo. Un altro punto a favore del Palazzo è la sua posizione assolutamente centrale in una traversa della Rambla, che lo rende facilmente raggiungibile.

Il costo del biglietto intero è di 12 € ma se per caso vi trovate a Barcellona la prima domenica del mese, potrete entrare gratis (esattamente come nel caso dell’ Hospital de la Santa Creu i Sant Pau). Appena entrate vi consegneranno una guida cartacea e un’audioguida (entrambe disponibili in italiano) che vi aiuteranno a orientarvi all’interno del palazzo. Si tratta della prima opera di Antoni Gaudì risalente agli ultimi anni dell’Ottocento e casa dell’imprenditore Eusebi Güell e della sua numerosa famiglia.

La storia è abbastanza curiosa: ad un’esposizione l’imprenditore tessile Eusebi Güell aveva visto un’edicola progettata da un giovane studente di architettura per un negozio di guanti ed era rimasto sbalordito dal suo stile. Aveva chiesto quindi di conoscere il giovane architetto, che altri non era se non Gaudì e da lì era nato un sodalizio fortissimo, un legame che andava al di là di quella tra mecenate e artista. E’ stato grazie a Güell e alla sua immensa fortuna personale (il suo patrimonio venne valutato in 70 miliardi di euro attuali, uno tra i 25 patrimoni più ingenti di tutti i tempi) che Gaudì ha potuto sperimentare e far conoscere a tutti la propria concezione di arte e architettura.

le antiche scuderie dei cavalli

La facciata del palazzo, rispetto ad altre opere di Gaudì, è abbastanza cupa e scura, segno di un suo lavoro ancora giovanile ma già qui possiamo intravedere elementi che torneranno ricorrenti nella sua arte. All’interno, possiamo visitare in totale 24 diversi ambienti, tra cui le bellissime scuderie, la scalinata principale, le stanze principali di Eusebi e della moglie e dei figli, il salone delle visite e la sala da pranzo. Una menzione a parte la merita la sala principale, con la cupola creata a somiglianza del firmamento stellato, dove troviamo anche un cappella interna e che veniva usata per ospitare spesso concerti di musica classica. La stessa padrona di casa si dilettava nel comporre musica e l’audioguida permette di ascoltare alcuni suoi componimenti.

cupola della sala principale

Un altro elemento essenziale delle varie stanze è la pregevole fattura dei soffitti, la maggior parte in legno, che raggiunge il suo apice in uno dei saloni adiacenti al salone principale, dove ammiriamo un soffitto fatto ad incastro di legno semplicemente incantevole!

bellissimo soffitto intarsiato in legno

La visita culmina sul tetto del palazzo, dove per la prima volta Gaudì decide di decorare il tetto con comignoli colorati, elemento che ritroveremo spesso nelle sue costruzioni, come ad esempio a Casa Battló . Dal tetto è possibile ammirare in lontananza la cattedrale gotica di Barcellona, così come la statua di Colombo che segna la fine della Rambla e l’inizio del porto, degno finale anche per la nostra visita di oggi.

comignoli del tetto

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