Un weekend a Bruxelles

A essere totalmente onesti, le premesse sono state pessime. Ci siamo svegliati alle 3 di notte per andare in aereoporto, abbiamo beccato il bus notturno sbagliato che ci ha messo quasi un’ora rispetto alla mezz’oretta abbondante preventivata, appena atterrati siamo stati quasi sbalzati via dal vento e la pioggia battente che cadeva sulla città, l’hotel non era assolutamente come ce lo aspettavamo e per di più in una brutta zona….insomma c’erano tutti gli ingredienti per rovinarci la mini-vacanza. Ma non ci siamo persi d’animo e anche il tempo è venuto in nostro soccorso migliorando sensibilmente già dal pomeriggio del primo giorno e facendoci passare tre bei giorni in giro tra Bruxelles, Bruges e Gand (la vera chicca del viaggio).

La capitale del Belgio attira molti commenti negativi, vari amici e conoscenti mi avevano sconsigliato infatti di andare a visitarla. Non fidandomi dei consigli altrui, ho fatto di testa mia e sono contenta di averlo fatto, perchè la città merita davvero. E se anche a voi hanno consigliato di non andare, o siete in dubbio se merita davvero la pena, continuate a leggere perché correrete il rischio di voler prenotare subito il primo volo disponibile per andare.

LA GRAND PLACE

Il primo motivo imprescindibile per andare a Bruxelles è la sua meravigliosa Grand Place, piazza centrale della città annoverata giustamente tra i patrimoni dell’Umanità e bella da ammirare a qualsiasi ora del giorno e della notte (personalmente la preferisco illuminata di sera perchè mi sembra ancora più suggestiva). Tutte le vie di accesso alla piazza hanno sul pavimento il simbolo dell’UNESCO, dettaglio che non potevo non apprezzare! Gli edifici che danno sulla piazza fanno quasi a gara per eclissarsi a vicenda tanto sono belli, ma su tutti svettano l’hotel della ville, il palazzo del comune e la Maison de Roy, la casa del re, edificio che ha ospitato a lungo i reali e che adesso è diventato il museo della città.

Grand Place

IL CENTRO STORICO

Le vie adiacenti alla piazza centrale sono piene di deliziose sorprese per cui vale come sempre il consiglio di vagare senza meta per apprezzare fino in fondo tutti i più piccoli dettagli. È possibile che il primo impatto non sia del tutto positivo, dato che a ogni angolo troviamo negozi di Gaufre, patatine fritte e cioccolato che diventano ripetitivi dopo un pò, ma è proprio qui che si trovano molti monumenti famosi della città. Ad esempio in Rue dell’Etuve (Stoofstraat in fiammingo- la regione di Bruxelles è infatti bilingue) troviamo il Manneken Pis, il bambino che fa pipì, simbolo del Belgio e non lontano il murales dedicato a Tintin, il famoso fumetto disegnato dal fumettista belga Hergè. Se avete tempo e i murales sono la vostra passione, potete divertirvi a passeggiare per la città cercando di scovarli tutti.

In direzione opposta rispetto alla piazza troverete le gallerie reali Saint Hubert, una galleria coperta piena di negozi, cinema e cafè molto maestosa e vicino al cafè La Mort Subite dove ci siamo fermati per uno spuntino annaffiato da due buonissime birre belghe. In una vietta laterale non perdetevi la birreria Delirium Tremens: nella stessa via si trova anche l’equivalente femminile del bimbo che fa la pipì, Zinneke Pis.

Zinneke Pis

Continuando nella perlustrazione, vi imbatterete nella cattedrale di San Michele e Santa Gudula, il cui stile gotico ricorda quello della Cattedrale di Notre Dame di Parigi. La visita è gratuita, come per la maggior parte delle chiese in Belgio, volendo c’è anche la possibilità di visitare la parte sotterranea (a pagamento) dove si trovano i resti di una chiesa antecedente risalenti al periodo romano. Proprio di fronte alla chiesa si trova l’edificio della banca centrale belga, sede di un curioso museo, e facendo una piccola deviazione potrete ammirare la colonna del Congresso, dedicata al congresso nazionale che nel 1831 proclamò la costituzione del Belgio. Davanti alla colonna c’è una fiamma perenne che ricorda i caduti belgi durante le due guerre mondiali.

la cattedrale

VISITARE UN MUSEO: IL CENTRO BELGA DEL FUMETTO

Avendo poco tempo a disposizione, non abbiamo potuto includere nel nostro itinerario la visita dei tanti e bei musei che si trovano in città ma abbiamo fatto volentieri un’eccezione per un museo in particolare: il centro belga del fumetto che si trova nella stessa zona della cattedrale. Mio marito è un fan accanito di Tin Tin, per cui si trattava di una tappa obbligata per noi. Devo dire che non ci siamo pentiti della scelta fatta: il museo è veramente ben fatto e interessante concentrandosi in particolare su Hergé, l’autore per l’appunto di Tin Tin e su Peyo, il creatore dei puffi anche se largo spazio è lasciato anche a altri autori belgi, recenti o meno. L’edificio poi che lo ospita merita una spiegazione a parte, perchè è stato progettato dal famoso architetto Victor Horta, il cui stile liberty particolare è stato riconosciuto anche dall’UNESCO, che ha nominato come patrimoni dell’Umanità molti suoi edifici. Vale la pena anche fare un giro all’interno del negozio che vende fumetti perchè molto bello, l’unica cosa che vi sconsiglio di fare è di mangiare presso la Brasserie Horta, il ristorante del museo, perchè caro e con un servizio veramente disattento, l’unico aspetto divertente sono le tovagliette di carta che ti regalano con gioco dei Puffi annesso e che ho portato a casa per ricordo. L’entrata al museo costa 10 € e qui trovate tutte le informazioni sugli orari ed eventuali sconti https://www.comicscenter.net/en/home

MONT DES ARTS e dintorni

Il quartiere Mont des Arts è dove sono concentrati i Musei Reali delle Belle Arti. Per poter visitare questi musei ci vorrebbe davvero un giorno intero a disposizione, ma è piacevole anche solo passeggiare e ammirare gli edifici storici che li ospitano. Un edificio liberty bellissimo da ammirare è il museo degli strumenti musicali (e pare che anche il museo vero e proprio sia veramente interessante). Altre due chicche del quartiere sono la chiesa di Notre Dame du Sablon e la piazzetta adiacente con i giardini del Petit Sablon. Delle tante chiese che abbiamo visto a Bruxelles questa è quella che ci ha colpito di più, e anche il giardino è semplicemente meraviglioso.

mont des arts
giardini di Petit Sablon

VISITARE IL PARLAMENTO EUROPEO

Fino a qui ci siamo mossi prevalentemente in centro, ma ci sono altre attrazioni da visitare più distanti dal centro: l’ Atomium, simbolo dell’Expo del ’56, che abbiamo dovuto purtroppo scartare per motivi di tempo, e l’area del Parlamento Europeo. Per arrivare fino a lì abbiamo preso un treno fino alla fermata di Bruxelles-Luxembourg. Purtroppo non avevamo contato con il fatto che era un giorno festivo per cui il parlamento era chiuso, e ciò ha sicuramente tolto qualcosa all’impressione generale. Inoltre il museo del Parlamentarium, che descrive per l’appunto la storia del parlamento europeo, e il museo di storia europea, entrambi con accesso gratuito, avrebbero aperto solamente in orario pomeridiano, quindi abbiamo solo potuto ammirare gli edifici da fuori. Anche così devo dire che ne è valsa la pena, soprattutto perchè abbiamo abbinato la vista degli edifici governativi con una passeggiata nei due parchi vicini: il Parc Leopold e il Parco del Cinquantenario.

Parlamento Europeo
Parco del Cinquantenario

LA BRUXELLES CULINARIA

Quando si parla di cucina belga, ormai a tutti vengono in mente le patatine fritte, la cui particolarità sta nella doppia frittura, che le rende croccantissime e buonissime. In America si chiamano french fries, per via di un equivoco: durante la seconda guerra mondiale gli americani vennero a contatto con dei soldati belgi e ne confusero la nazionalità dato che parlavano in francese. Altri assi nella manica della cucina belga sono rappresentati dal cioccolato, che deve la sua bontà al fatto che qui sono vietati qualsiasi tipo di additivi, il che lo rende particolarmente puro. Troverete ovunque negozietti specializzati nella vendita del cioccolato, il nostro consiglio è di recarvi da Pierre Marcolini, per un regalo originale. Rimanendo invece sempre sui dolci, come non parlare delle gaufre, conosciuti anche come waffle. Si distinguono in gaufre di Bruxelles, che sono rettangolari e dove l’impasto rimane più morbido e gaufre di Liegi, con l’impasto meno soffice. Io preferisco quelle di Bruxelles, con l’aggiunta di una buona dose di panna montata (veramente ottima). L’altra bevanda che chiude con onore il quartetto è senza dubbio la birra, le birre belghe vengono considerate tra le migliori al mondo. E’ d’obbligo infatti non lasciare il Belgio senza aver degustato qualche birra, e fidatevi la scelta è veramente ampia: c’è ne per tutti i gusti!

2 risposte a "Un weekend a Bruxelles"

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