Latemar. Salita al rifugio Torre di Pisa

Una montagna imponente, con vette aguzze e colori candidi, che si colora di rosa al tramonto e che è protagonista di varie leggende: questo è il Latemar, tra le mie montagne preferite di tutto il Trentino. Lo vedevo sempre là ergersi maestoso e minaccioso, ammirandolo solo da lontano. Fino a quest’anno.

L’hotel dove soggiornavamo aveva il non trascurabile pregio di trovarsi vicino agli impianti di risalita che davano sul Latemar, e quando abbiamo scoperto che potevamo usufruirne gratuitamente grazie alla Trentino Guest Card ne abbiamo subito approfittato. Da qualche anno infatti, gli hotel della Val di Fiemme in collaborazione con l’ente del turismo del Trentino rilasciano la tessera gratuitamente a chiunque soggiorni lì, la validità è legata al numero di notti di pernottamento (nel nostro caso due). La tessera è veramente comoda perchè permette non solo di utilizzare gli impianti di risalita gratuitamente, ma anche di usare molti mezzi di trasporto in tutta la valle, entrare gratuitamente nei musei e tanti altri sconti (per ulteriori informazioni: https://www.visittrentino.info/it/esperienze/trentino-guest-card ).

Non essendo amanti degli sci di discesa, era la prima volta che usavamo un impianto di risalita e la mia solita vertigine mi ha impedito di godere appieno dell’esperienza, anche se i paesaggi meritavano davvero! Dato che si trattava di un’escursione non pianificata, una volta arrivati non avevamo idea di quale percorso fare, ma questo non ha rappresentato un problema: i vari percorsi sono ben segnalati e si ha solo l’imbarazzo della scelta! Dopo un momento di indecisione, abbiamo imboccato un sentiero chiamato Latemar Natura, che ci ha portato fino a un altro impianto di risalita più alto rispetto a quello che avevamo preso noi. Da lì partiva il percorso che abbiamo scelto, per arrivare al rifugio Torre di Pisa a quota 2.671 metri.

l’inizio del percorso

Per arrivare fino al rifugio ci vuole all’incirca un’ora e mezza (probabilmente meno per gambe più allenate delle nostre) e la principale difficoltà è rappresentata dal fatto che è, a parte il tratto iniziale, è quasi sempre costantemente in salita. Ci vuole insomma un bel pò di fiato per salire, e soprattutto, bisogna utilizzare l’attrezzatura adeguata. Non mi stancherò mai di ripetere che la montagna gioca brutti scherzi quando meno te lo aspetti e che è necessario andare sempre ben equipaggiati, sembra scontato ma quest’estate abbiamo avuto modo di vedere tantissime, troppe in effetti, persone che affrontavano salite con semplici scarpe da ginnastica, o addirittura in alcuni casi più estremi, in infradito! Prestate attenzione perchè dato che non si tratta di un percorso circolare, potreste trovare un pò di coda, sia per scendere o per salire nelle ore di “punta” della giornata, che potrebbe essere un pò fastidiosa.

uno dei tratti in salita per arrivare fino al rifugio

Il premio una volta arrivati in cima è poter godere delle splendide viste che regala sempre la montagna in questi casi, oltre al fatto che ci possa avvicinare ad alcune delle vette frastagliate che rendono così iconica e riconoscibile questa montagna. Al rifugio ci si può fermare a mangiare oppure pernottare lì (al costo di 28 € per notte) o come abbiamo fatto noi, semplicemente riposare un pò prima di affrontare di nuovo la discesa. E’ interessante vedere il sistema che adottano per trasportare acqua e viveri dal paese fino a lì: una carrucola trascina una botte di legno che viene riempita/svuotata e rimandata indietro, permettendo così di risparmiare un sacco di tempo e fatica ai gestori del rifugio. Ma cosa c’entra la torre di Pisa con il Latemar? Ben poco, direte voi! In effetti, il rifugio è stato chiamato così a causa di un pinnacolo obliquo lì vicino, le cui forme ricorderebbero il famoso monumento pisano. Vedere per credere!

Eccoci arrivati finalmente al rifugio!
Il panorama appena dietro il rifugio

Se, come noi, deciderete di non mangiare al rifugio, sappiate che sul Latemar ci sono tantissime altre opportunità per degustare i piatti tipici della zona: noi in questo caso avevamo portato i panini da casa, ma mentre camminavamo abbiamo visto due baite che ci hanno fatto quasi pentire di non aver scelto di mangiare lì. Si tratta delle baite passo di Feudo e Mayer Alm, due posticini veramente deliziosi. Infine l’ultimo consiglio: prestate attenzione agli orari degli impianti di risalita: aprono dalle 08:30 alle 18:00 con una pausa di tre ore da mezzogiorno fino alle 15:00. Dopo l’orario di chiusura dovrete scendere a piedi, e può non essere piacevole farlo dopo aver già fatto ore e ore di camminata per arrivare fino all’impianto! Per ulteriori info: https://www.latemar.it/

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