Le Tre Cime di Lavaredo

Le vacanze estive erano ormai agli sgoccioli, e avevamo deciso di riservarci la gita più bella per ultima, per fare il pieno di bellezza prima di tornare alla solita routine di tutti i giorni. Era da tanto che aspettavo un’occasione per poter visitare queste cime così iconiche da essere riconoscibili a livello mondiale. Quando si pensa alle dolomiti, indubbiamente una delle prime immagini che ci viene in mente è quella delle tre cime di Lavaredo.

Il punto ideale per iniziare l’escursione è di sicuro Dobbiaco/Toblach sul versante Trentino, Cortina d’Ampezzo sul versante veneto. Noi abbiamo scelto un hotel che Booking indicava come relativamente vicino, ma che si è rivelato alla prova dei fatti essere lontano quasi due ore (colpa anche mia che non ho controllato!) con strade di montagna piene di tornanti e di curve, ma guardando il lato positivo, sbagliare alloggio ci ha permesso di scoprire un passo di montagna veneto, passo Giau, con dei panorami bellissimi, tanto da farci quasi cambiare idea e fermarci lì per fare qualche escursione direttamente nel passo.

passo Giau

Ma non potevamo desistere dall’obiettivo principale, e dopo un bel pò di strada, siamo arrivati al Lago di Misurina, punto ideale per lasciare la macchina e proseguire con gli autobus messi a disposizione dal comune per arrivare fino al rifugio Auronzo, punto di partenza per i sentieri che percorrono le Tre Cime. Su questo sito potete trovare prezzi e orari degli autobus: http://auronzomisurina.it/come-muoversi/ . E’ possibile arrivare anche in macchina fino al rifugio, ma considerate che il pedaggio da pagare è di 30 € (prezzo per le auto), un prezzo veramente eccessivo per i 7 km di strada che vi restano da percorrere. Pare che sia una misura dissuasoria per evitare il traffico di macchina che partono e arrivano dal rifugio e cercare di preservare le tre Cime dall’inquinamento: se fosse realmente così, non potremmo che approvare.

Decidiamo di percorrere un sentiero circolare che parte dal rifugio, a quota 2.330 mt, attraversa tutta la parte a Sud-Ovest delle tre cime (da questa parte curiosamente non si vede la terza cima, la cima piccola) arriva fino al rifugio Lavaredo, da dove inizia a intravedersi la parte Nord delle tre Cime, ci gira intorno fino ad arrivare al rifugio Dreizinnenhutte (quota 2.405 mt), e da lì si percorre il sentiero nel versante opposto delle cime, fino ad arrivare alla Malga LangAlm (quota 2.283 mt) e percorrere l’ultimo tratto del sentiero che ci riporta fino al rifugio di partenza. Il tempo previsto è di all’incirca 3 ore e 30 minuti, anche se con il nostro passo ci abbiamo messo all’incirca 4 ore e mezza abbondanti. (sentieri 101 e 105)

L’inizio del percorso

La prima parte del percorso è abbastanza lineare, il sentiero si snoda tra le montagne e una vallata enorme sul versante destro che fa venire un pò le vertigini (il sentiero è tutto pieno di ghiaioni, per cui attenzione a dove mettete i piedi). Questa prima parte è la più trafficata perchè molto semplice da percorrere, abbiamo visto ad esempio un pullman di giapponesi che si sono avventurati fino a 2000 metri di altitudine, con le immancabili macchine fotografiche e anche con, orrore!, delle semplici infradito ai piedi. In questa parte del percorso, oltre alla natura che ci circonda, sono presenti alcuni monumenti che ci ricordano le battaglie avvenute qui durante la Prima Guerra Mondiale tra italiani e tedeschi. Possiamo solo immaginare come dev’essere stato duro combattere a 2000 metri e passa d’altezza, il freddo intenso, la fame, la miseria….

Monumento di ricordo ai caduti in guerra
rifugio Lavaredo

Dal rifugio Lavaredo in poi, non è più possibile proseguire a meno di non avere l’attrezzatura adeguata, e questo restringe molto il traffico del sentiero e permette di godere ancora di più della visione in primo piano di queste Cime Maestose, che si fanno vedere dal loro lato migliore. Eccole lì svettanti: la Cima Grande, la Cima Ovest e la Cima Piccola: riusciamo addirittura a intravedere scalatori che ammiriamo all’opera, sembrano dei puntolini insignificanti rispetto alle montagne che li circondano! A questo punto il sentiero si divide in due: da una parte è possibile prendere un sentiero lineare proprio sotto le tre Cime direttamente sui ghiaioni, dall’altra è possibile fare un giro più largo ma più panoramico e su questo ultimo sentiero ricade la nostra scelta.

le tre cime di Lavaredo!

Arriviamo fino al rifugio Dreizinnen e dubitiamo se rimanere a mangiare lì, ma il tempo sta cambiando e non vorremmo farci sorprendere da un bel acquazzone proprio a metà del percorso. Decidiamo quindi di fare solo una breve sosta per mangiare una mela e riprendere un pò di energie, prima di proseguire con l’ultimo tratto del sentiero. Anche questa parte è piuttosto trafficata, il sentiero è molto piccolo in discesa e permette il passaggio di una persona alla volta per cui dobbiamo spesso e volentieri fermarci per aspettare che passino tutti quelli davanti a noi. Appena torniamo sul piano e il sentiero si allarga, ne approfittiamo per ritornare al nostro ritmo e andare più spediti. A questo punto si è fatto tardi però e dobbiamo ancora mangiare: ci appare come una visione la Malga LangAlm, dove per dieci euro a testa ci mangiamo un piatto di pasta ai funghi buonissimi e ci beviamo una bella birra ristoratrice prima di affrontare l’ultima parte del cammino.

Manca davvero poco al rifugio Auronzo, ma il sentiero si fa un pò impervio e molto stretto, bisogna proprio prestare attenzione fino all’ultimo! Superato quest’ultimo ostacolo, già intravediamo i parcheggi che ci avvisano che la meta ormai è qui, quand’ecco l’ultima sorpresa finale: tante piccole piramidine di pietra costruite da tanti camminatori prima di noi per lasciare il loro segno sulle tre Cime. Riprendiamo il pullman per tornare e non facciamo in tempo a fare le prime curve che inizia a piovere, siamo stati fortunatissimi con il tempo!

Marty e Fran dalle Tre Cime!

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