plaza del rey
CATALOGNA PATRIMONIO UNESCO SPAGNA

Visita al Barrio Gòtico di Barcellona

Tre anni e mezzo di blog, un anno vissuto a Barcellona e mi rendo conto solo ora che non ho mai dedicato neanche un articolo a questa fantastica città. Ho parlato sì dei suoi monumenti più famosi, alcuni patrimoni UNESCO come la Sagrada Familia o la Casa Batlló.

Ma non ho mai scritto niente sui vari quartieri che la compongono, tra i quali spicca per importanza, antichità e bellezza il Barrio Gòtico. Lo scorso weekend ho avuto il privilegio di poterlo visitare insieme a Erminia del blog Partenza senza ritorno (mia collega del gruppo Travel Blogger Italiane ) e a Elisa che potete trovare su Instagram con il nickname Dove Mangiare a Barcellona. Il nostro anfitrione d’eccezione è stato Davide del blog Destino Barcellona e autore della guida romanzo Io sono Barcellona.

Ci siamo addentrati alla scoperta del Barrio Gòtico, il quartiere più antico della città. E’ senza dubbio il quartiere più visitato e più conosciuto, ma che nasconde al suo interno delle chicche inedite poco visibili per chi non sa dove cercarle.

APPUNTAMENTO IN PLAZA CATALUÑA

Monumento a Barcellona plaza cataluña
Monumento a Barcellona
Monumento a Francesc Macià plaza cataluña
Monumento a Francesc Macià

Disclaimer importante: è sempre importante fare affidamento a una guida ufficiale che ha studiato e si è formata per anni per poter accompagnare i turisti alla scoperta degli angoli più importanti della città. Se un tour organizzato in italiano fa al caso vostro, vi lascio il mio link affiliato alla pagina di Civitatis dove ne troverete tantissimi ben organizzati. Nel nostro caso si è trattato invece di un’appuntamento tra blogger, con la fortuna di poter contare con un vero appassionato della storia e della cultura barcellonese.

L’appuntamento era per le 17:30 in Plaza Cataluña, il centro nevralgico della città. Devo ammettere che a me personalmente questa piazza non è mai piaciuta. La trovo una piazza di passaggio, il km 0 della Catalogna dove confluiscono tutti i treni regionali, le metro e da dove partono alcune delle vie più importanti della città (Ramblas, Passeig de Graçia etc…..).

Sono stata invece molto contenta di aver capito finalmente l’importanza di questa piazza grazie alle parole di Davide. Partiamo dal pavimento: non so se ci avete fatto caso (io no) ma c’è un mosaico al centro della piazza. Il punto migliore per poterlo ammirare è l’ultimo piano del Corte Inglés dove c’è un punto ristoro. Il mosaico rappresenta la Rosa dei Venti: molto spesso i passanti e i turisti ci passano sopra senza neanche rendersene conto.

UNA GALLERIA D’ARTE A CIELO APERTO

statua presente in plaza Cataluña
una delle statue presenti in plaza Cataluña

Un’altro aspetto che passa inosservato è la grande quantità di statue (28 per la precisione) disposte in punti precisi della piazza. Una galleria d’arte a cielo aperto e senza dover pagare il biglietto d’entrata! Alcune statue rappresentano le quattro province catalane: Barcellona, Tarragona, Lleida e Girona.

Soffermiamoci per un momento sulla statua che rappresenta Barcellona: il suo autore è Frederic Marès, uno scultore tanto conosciuto da avere un suo museo dedicato accanto alla cattedrale barcellonese. Una donna nuda cavalca un cavallo, ha le braccia alzate e solleva una nave. Accanto a lei c’è un personaggio molto importante per la storia barcellonese: il dio greco Hermes (o Mercurio per i romani). Secondo una delle varie leggende legate alla fondazione della città sarebbero stati Heracles (Ercole) e Hermes a fondare la città, dopo uno sfortunato naufragio. Hermes era il dio del commercio e nel XIX secolo in piena espansione industriale venne adottato come simbolo dalla borghesia catalana. Moltissimi angoli barcellonesi ospitano statue dedicate al dio alato.

MONUMENTO A FRANCESC MACIÀ E LA DIOSA

La diosa plaza Cataluña
La diosa

A un lato della piazza si trova un monumento che non può di certo passare inosservato. E’ la statua più recente di tutte collocata qui nel 1991 da Josep Maria Subirachs. Possiamo ritrovare il suo stile inconfondibile anche nella facciata della Passione della Sagrada Familia. Una piccola statua in bronzo che rappresenta Francesc Macià (ex presidente della Generalitat) precede un blocco di pietra costruito in travertino che simbolizza invece la storia della Catalogna. Una scala rovesciata svetta in cima alla singolare costruzione: i primi tre scalini rappresentano i tre anni del governo di Macià mentre il resto simboleggia il futuro del popolo catalano. Onestamente non è tra le mie opere preferite della piazza ma è interessante conoscere la sua storia, non trovate?

Dietro questo monumento, all’interno di un piccolo stagno artificiale si trova la mia statua preferita: la diosa (o dea), l’unica statua completamente bianca della piazza. Non si tratta ahimè dell’originale, conservato all’interno del palazzo del comune, ma di una sua copia molto più recente. Critiche ferocissime seguirono la sua installazione all’interno della piazza da parte dei settori più morigerati della città dato che si trattava di un nudo integrale. Era pur sempre il 1928, non dimentichiamolo!

AVENIDA PORTAL DE L’ÀNGEL

angelo in avenida portal del'angel
super indizio per aiutarvi a trovare l’angelo nascosto in questa strada 🙂

Per avvicinarsi sempre di più alla nostra meta finale ci siamo lasciati alle spalle Plaza Cataluña e abbiamo percorso Avenida Portal de l’Àngel. Al giorno d’oggi è una delle più famose vie dello shopping barcellonesi paragonabile a via Torino a Milano per intenderci. E’ ancora più difficile immaginarsela nel passato come luogo di ristoro per viandanti, ciechi, poveri e prostitute. Si trovava infatti al di fuori delle mura della città ed era qui che i più poveri costruivano le loro baracche.

Il nome attuale Porta dell’Angelo si deve a Vicente Ferrer (san Vincenzo Ferrari) al quale apparve un angelo nel 1419 e gli comunicò che era suo compito vegliare sulle sorti della città. In seguito a quest’apparizione venne collocata qui una statua a forma di angelo che scomparve purtroppo nel 1859. Ma niente paura, dal 1957 in poi un’altro angelo è stato collocato in alto (non vi svelo esattamente dove) in ricordo dell’antica statua ormai scomparsa. Se passate di lì vi conviene alzare lo sguardo per cercare di scovarlo, scrivetemi poi se siete riusciti a trovarlo!

L’ultima curiosità legata a questa via è la presenza di uno dei tre termometri più grandi d’Europa: il termometro Can Cottet. Inaugurato nel 1956, all’epoca era il termometro più grande del mondo! E’ molto comodo passare di lì e poter sapere sempre qual’è la temperatura esterna, non credete anche voi?

IGLESIA DI SANTA ANNA

chiesa di santa anna
chiesa di Santa Anna
statua dedicata ai poveri e senzatetto della città
statua dedicata ai poveri e senzatetto della città

In una vietta laterale (carrer de Santa Anna) che unisce l’Avinguda Portal de l’Àngel alle Ramblas si nasconde questa bella chiesetta, citata più volte nel libro L’ombra del Vento di Carlos Ruiz Zafón. A dispetto dell’aspetto austero e spoglio dell’esterno, è un luogo pieno di storia. Vi basti pensare che appartiene a uno degli ordini più antichi della cristianità: l’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e che fin dall’antichità il priore della chiesa rispondeva direttamente al Papa.

Attualmente invece è diventata un punto di rifugio per i senzatetto e i poveri della città, a testimonianza di quanto detto sopra c’è una panchina davanti alla chiesa con una statua di una persona sofferente. E’ visitabile tutti i giorni fino alle 19:00 di sera, noi purtroppo siamo arrivati tardi e abbiamo visitato solo l’esterno.

UNA NECROPOLI ROMANA A CIELO APERTO

la necropoli Romana di plaza Vila de Madrid
la necropoli romana di plaza Vila de Madrid

Basta fare pochi passi per arrivare a Plaza Vila de Madrid dove un’altro pezzetto di storia della città riposa a cielo aperto. Il verbo “riposare” non è stato scelto a caso dato che stiamo parlando di tombe che risalgono all’epoca romana. Le tombe si ritrovavano al di fuori delle mura dell’antica Barcino, nome della città ai tempi dei romani.

Come mai? I romani non consentivano la tumulazione dei defunti all’interno delle loro città. In questo caso, le tombe erano disposte lungo una delle strade che portavano fino a les Corts o Sarrià, due quartieri periferici della Barcellona odierna. La scoperta di queste tombe è stata molto recente: nel 1956 vennero iniziati i i lavori per costruire una delle case che occupano attualmente la piazza e durante gli scavi vennero scoperte queste 85 tombe in perfetto stato di conservazione. Lo spazio fa parte del MUHBA, museo di storia della città e si può visitare pagando due euro ma è ben visibile anche dall’alto della piazza senza pagare il biglietto.

CARRER DE PORTAFERRISSA

Portaferrissa
Carrer de Portaferrissa

Tante volte i nomi delle strade, come in questo caso, ci ricordano il loro passato: Portaferrissa ci riporta indietro fino al passato medievale di Barcellona. In corrispondenza di questo punto c’era infatti una delle otto porte di ingresso alla città medievale, la porta di ferro. La porta purtroppo non c’è più ma alla fine di questa bella stradina quasi a fianco delle Ramblas c’è una fontana a suo ricordo.

PLAZA NOVA

mura romane
picasso in plaza Nova
plaza Nova
plaza Nova

Ci stiamo avvicinando sempre di più al nucleo centrale del Barrio Gòtico che, non dimentichiamolo, è la parte più antica di tutta la città. Per farlo siamo tornati sui nostri passi e ci siamo diretti verso la parte finale dell’Avinguda del Portal de l’Angel. All’altezza del Circolo Reale Artistico di Barcellona fondato nel 1881 da vari artisti dell’epoca abbiamo visto la fontana più antica della città, la fonte di Sant’Anna.

Risale al 1356 e serviva inizialmente come abbeveratoio per i cavalli. I mosaici sono originali anche se furono collocati molto dopo, addirittura nel 1918. Abbiamo poi percorso carrer dels Arcs e siamo arrivati in uno dei punti imprescindibili da visitare a Barcellona. Provo a farvi telestrasportare in questa piazza insieme a me, voi chiudete gli occhi, cercate di visualizzare la scena e poi ditemi se vi ritrovate nella mia descrizione.

A un lato c’è il collegio degli architetti che conserva sulla facciata l’unica opera esterna di Pablo Picasso. In lontananza si possono scorgere le guglie della cattedrale, mentre davanti a noi oltre alla scritta Barcino che ci ricorda il passato romano della città si ergono maestose due torri romane sopravvissute fino ai giorni nostri. Un arco a metà collocato accanto a una delle due torri potrebbe trarvi in inganno: si tratta di una ricostruzione dell’antico acquedotto romano del 1958.

IL CUORE DEL BARRIO GÒTICO

Ca l'Ardiaca
Ca l’Ardiaca
la buca delle lettere
la buca delle lettere

Basta varcare la piccola stradina che si apre passo all’interno del Barrio Gòtico oltrepassando le due torri romane per entrare in un altro mondo. Noi l’abbiamo varcata all’imbrunire in quel breve momento in cui il cielo si colora d’oro prima che cali definitivamente il buio. A mio parere questa è l’ora migliore, quando le orde di turisti iniziano a rincasare o a cercare un posto dove cenare e si ha la speranza di trovare un pochino più di intimità.

Ci siamo diretti subito verso Casa de l’Ardiaca, un edificio gotico vicino alla Cattedrale dove vivevano gli arcidiaconi, un’ordine ecclesiastico ora scomparso. Il nostro obiettivo era vedere una parte delle antiche mura e dell’acquedotto romano che sono visitabili nel pian terreno della casa. Ci siamo fermati un attimo anche ad ammirare la fontana al centro dell’edificio tutta decorata da opuscoli rossi in omaggio alla bella mostra sulla propaganda barcellonese antifranchista ospitata all’interno della casa.

Un’ultima curiosità prima di proseguire con il nostro percorso: la casa si prestò nei secoli ad avere multipli usi, nel 1895 diventò la sede del collegio degli avvocati. Proprio questi ultimi diedero nel 1902 l’incarico a Lluís Domenech i Muntaner di abbellire l’edificio. Una delle decorazioni più curiose che è arrivata fino a noi è la cassetta delle lettere. Ogni elemento pensato dal geniale architetto aveva un suo significato particolare: lo scudo, le rondini, la tartaruga e l’edera. Una curiosa allegoria della giustizia: la giustizia cerca di volare alto come le rondini ma gli impedimenti burocratici (l’edera) la rendono lenta come una tartaruga. Non sembra purtroppo che molto sia cambiato da allora, non trovate?

LA CATEDRAL DE LA SANTA CREU I SANTA EULÀLIA

la cattedrale
la cattedrale

Nel nostro percorso non poteva mancare una fermata davanti alla maestosa Cattedrale barcellonese. C’è molto da raccontare anche se l’abbiamo potuta visitare solo esternamente. Innanzitutto partiamo dal suo nome: è dedicata alla Santa Croce e Santa Eulalia, copatrona della città (insieme alla Madonna della Mercè). La storia di questa santa è abbastanza tragica: durante il dominio romano, l’imperatore romano Diocleziano ordinò la persecuzione di tutti i cristiani. La piccola Eulalia, che aveva 13 anni, osò sfidare il console romano protestando pubblicamente contro la persecuzione. Venne condannata a subire 13 torture, tante quanti gli anni che aveva.

Una via del barrio gòtico ci ricorda una delle torture che le furono inflitte: la baixada de Santa Eulalia. La santa fu costretta ad entrare dentro una botte piena di oggetti taglienti e fu fatta rotolare proprio su questa strada pendente. All’interno del claustro della cattedrale (visitabile gratuitamente) 13 oche ci ricordano il suo martirio.

LA FACCIATA NEOGOTICA

La cattedrale che possiamo ammirare oggi è di stile gotico costruita a sua volta sopra un’antica chiesa di stile romanico. Ma la facciata invece è molto posteriore e risale addirittura al diciannovesimo secolo! Venne infatti indetto un concorso al quale parteciparono vari architetti (anche con lo zampino di Gaudì e Domenech i Muntaner, come aiutanti del loro maestro Joan Martorell). Il progetto vincitore tuttavia fu presentato da un gruppo di architetti in voga dell’epoca e finanziato, pensate un pò, da un’imprenditore privato dato che sia lo Stato sia la Cattedrale si rifiutarono di appoggiare economicamente il rifacimento della facciata.

PLAZA DE SANT IU

plaza de sant iu
plaza de sant iu
Portale di Sant Iu
portale de sant iu

Per arrivare fino alla nostra prossima fermata, basta camminare pochi passi lungo carrer dels Comtes. Passiamo il museo Frederic Marès (scultore di cui abbiamo già parlato in plaza Cataluña) e ci soffermiamo in plaza de Sant Iu, dove si trovava l’antica entrata della cattedrale, ora purtroppo chiusa. E’ una piccola piazzetta molto raccolta che passa inosservata ai più, è bello invece fermarsi un momento qui e immaginare che le lancette del tempo scorrino al contrario e ci trasportino in un’epoca ormai molto lontana.

Questo luogo evoca un fascino antico anche se in realtà è stato testimone silenzioso di molti fatti sanguinosi. Basta guardare il palazzo che si trova alle nostre spalle che era sede dell’inquisizione spagnola, per provare a immaginare quante persone sono passate da lì in passato e quante non sono riuscite a uscirne vive.

Vi riporto un’ultima leggenda interessante sulla cattedrale: provate a camminare a testa in sù e a guardare i gargoyles che si sporgono dalle guglie. Dovreste riuscire a scorgerne uno a forma di elefante: ebbene sappiate che la leggenda narra che quando la proboscide dell’elefante cadrà a terra la fine del mondo sarà vicina. Niente paura comunque, la proboscide è già caduta due volte e siamo ancora qui!

PLAZA DEL REY

plaza del rey
plaza del rey
plaza del rey(1)
lanterna antica

Ed eccoci finalmente arrivati in una delle piazze più belle del Barrio gòtico! La piazza del Re si chiama così per la presenza del Palazzo Reale Maggiore, antica residenza e sede del governo dei conti di Barcellona e i re della Corona di Aragona. Personalmente trovo che la scalinata di ingresso al palazzo reale sia veramente suggestiva proprio come il resto della piazza, non trovate anche voi?

Ci sarebbero tantissime cose da segnalare su questa piazza ma ho scelto di condividere con voi due curiosità: la prima è legata a una scultura del 1986 di Eduardo Chillida, Topos V. E’ una scultura che sembra stonare con il resto della piazza ma che in realtà riesce ad amalgamarsi bene. La forma è quella di un angolo aperto con una B rovesciata nella sua parte superiore. La B simboleggia la lettera iniziale della città e richiama gli archi medievali del palazzo reale.

Nell’angolo della piazza con Carrer del Veguer, invece, si trova lo scheletro di ferro di una delle antiche lanterne che illuminavano la città prima dell’arrivo dell’elettricità.

CARRER DEL BISBE

Pont del Bisbe
pont del Bisbe

Nessuna visita al Barrio Gòtico può ritenersi completa senza essere passati da Carrer del Bisbe. E’ proprio qui infatti che troviamo uno degli angoli più fotografati di tutta la città: il famosissimo Pont del Bisbe. Questa stretta via collega la piazza del potere, Plaza Sant Jaume, dove trovano sede il palazzo del comune e della Generalitat con Plaza Nova. Pensate che anche all’epoca romana la piazza del potere dove si incrociavano il cardo e il decumano massimo era proprio Plaza Sant Jaume!

Il ponte in realtà potrebbe sembrarvi molto più antico degli anni che effettivamente ha. Risale al 1928 e il suo stile è ispirato al gotico fiammingo. Collega due poteri temporali: il palazzo del vescovo (bisbe in catalano) con il palazzo della Generalitat. Una leggenda dice che basta camminare in senso contrario ed esprimere un desiderio guardando negli occhi il teschio presente sotto il ponte per farlo avverare…io ci ho provato, vi farò sapere se il desiderio si avvera o meno!

PLAZA DE SANT FELIPE NERI

plaza San Felipe Neri
plaza San Felipe Neri

Oh beh, lo ammetto mi trovo un pò in difficoltà a descrivere questa piazza. Per la pace e la tranquillità che si respira qui, per la storia triste che nasconde…è una piazza veramente speciale! Non è un caso infatti che gli Evanescence l’abbiano scelta come sfondo ideale per la loro canzone più famosa My Immortal.

La piazza è veramente piccola: una fontana al centro, una chiesa sullo sfondo, due case e un bar sono tutti gli elementi che la compongono. La chiesa da il nome alla piazza: sulla sua facciata sono ancora visibili i segni del bombardamento aereo del 30 gennaio del 1938 da parte, ahimè, dell’aviazione italiana fascista alleata di Franco. 42 persone che si erano rifugiate all’interno della chiesa, tra cui molti bambini, persero la vita. Trovo estremamente azzeccata la scelta di aver lasciato visibili questi segni come monito a non dimenticare.

E’ veramente difficile riuscire a visitare la chiesa in quanto quasi sempre chiusa. Noi abbiamo avuto un vero colpo di fortuna e non ci abbiamo pensato due volte ad entrare quando l’abbiamo trovata aperta. Non ho purtroppo foto da mostrarvi perchè si stava celebrando la messa e in segno di rispetto abbiamo cercato di disturbare il meno possibile. Ed eccovi due curiosità che legano la figura di Gaudì a questa bella chiesa: innanzitutto dovete sapere che il geniale architetto catalano era molto devoto e veniva qui a messa tutti i pomeriggi.

Fu proprio camminando per arrivare fino a qui che il 7 giugno 1926, l’architetto era talmente distratto che venne investito da un tram e morì a causa delle ferite inflitte. I passanti lo scambiarono per un barbone e non lo accorsero…ironia della sorte, al suo funerale era presente tutta la città….! La seconda curiosità è legata a due quadri esposti all’interno della chiesa dipinti da Joan Llimona, un grande amico di Gaudì. Il pittore dovendo dipingere la faccia del santo Filippo Neri chiese proprio al suo grande amico di posare per lui! Ed ecco che grazie a questa bella amicizia abbiamo la possibilità di ammirare due ritratti di uno degli architetti più geniali del mondo, mica male vero?

PLAZA DEL PI

santa maria del pi
santa maria del pi

Ci stiamo avvicinando alla fine del nostro tour all’interno del Barrio Gòtico e prima di fare una sosta culinaria ci attendono ancora due brevissime soste. La prima è in questa deliziosa piazza che ricorda molto da vicino il quartiere di Montmartre di Parigi. Tantissimi artisti espongono tutti i giorni le loro opere all’ombra della chiesa di Santa Maria del Pi, purtroppo gravemente danneggiata durante la guerra civile e ricostruita nel dopoguerra.

CARRER DE PETRITXOL

In questa piccola strada completamente pedonale che profuma sempre di cioccolato per via delle tante cioccolaterie che qui si affacciano (obbligatorio provare qui una cioccolata con churros!) si nascondeva il posticino scelto da Elisa per mangiare e brindare festeggiando la fine di questo tour. Al numero 2 della strada infatti troviamo Espai Quera, una libreria aperta dal 1916.

Espai Quera
Espai Quera

La storia della libreria inizia quindi più di un secolo fa, inizialmente vendendo libri dedicati al teatro. Dal 1937 si specializzano invece in letteratura di viaggio dedicata alla montagna diventando un vero punto di riferimento per tutti gli appassionati del settore. Nel 2019 la quarta generazione familiare decise di innovare la libreria affiancando alla vendita dei libri anche la gastronomia.

Trovo veramente azzeccato questo mix tra libri e buon cibo: credo che degustare un buon vino circondati da libri sia un ottimo modo per terminare una bella giornata. Grazie ancora a Davide per averci raccontato tante bellissime storie sul Barrio Gòtico, ad Elisa per aver scelto questo bellissimo posto dove cenare e ad Erminia per aver organizzato il blog tour!

Finisce qui il mio racconto sul Barrio Gòtico, spero che vi sia piaciuto. Fatemi sapere nei commenti se siete mai stati a Barcellona e avete visitato questo bellissimo quartiere!

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18 commenti

  1. Lisa Trevaligie Travelblog dice:

    Ho sempre amato questo quartiere proprio per le sue peculiarità, ben diverse dalle restanti zone di Barcellona. Ci torno sempre volentieri a passeggiare quando sono li.

    1. Martina Curra dice:

      Si è un quartiere veramente meraviglioso!

  2. Mi vergogno a dirlo, ma non sono mai stata a Barcellona, cosa che mi dispiace perchè deve essere una splendida città. La parte più antica è sempre la più affascinante, solo vedendo le tue foto me ne sono innamorata!

    1. Martina Curra dice:

      Barcellona è una città assolutamente da visitare almeno una volta nella vita 🙂

  3. Che meraviglia! Vi avevo seguito su Instagram, ma leggere il tuo articolo mi ha trasportato a Barcellona. Pur avendo visitato in lungo e in largo la città durante un mio viaggio qualche anno fa, non conoscevo tutti questi particolari. È proprio vero che una guida esperta fa la differenza!

    1. Martina Curra dice:

      È stata una bella sorpresa anche per noi!

  4. Abbiamo scoperto davvero tante cose interessanti. Mi è piaciuto tanto questo tour. Sono ancora sconvolta per la storia degli Evanescence hehehe

    1. Martina Curra dice:

      Pure iooooo 😀

  5. Adoro Barcellona, è una delle mie città preferite! Certo, visitarla con chi ci vive fa davvero la differenza. Si scoprono perle come quelle che hai descritto. La libreria mi ispira moltissimo.

    1. Martina Curra dice:

      Super consigliata per finire il tour del quartiere in bellezza 😊

  6. Barcellona è proprio una città dai mille volti! Mi piace molto come riesce a miscelare arte, cultura, storia in quartieri come questo! Non ci sono mai stata e mi piacerebbe molto scoprirla magari partendo da qui!

    1. Martina Curra dice:

      E’ veramente una città stupenda, da visitare almeno una volta nella vita!

  7. Noooo ma mannaggia a me!
    Ero a Barcellona il tuo stesso weekend e non sapevo della faccenda del desiderio camminando all’indietro! 😑 Un’occasione persa!!!
    Articolo interessante e che mi ha fatto rendere conto di quanti dettagli mi mancassero!!! 😬

    1. Martina Curra dice:

      Anche il tuo articolo sulla street art a Barcellona è super interessante!

  8. Barcellona nasconde un sacco di angoli nascosti (o meno) davvero belli! L’ho visitata solo velocemente, ma dovrò al più presto rimediare e dedicargli il tempo che merita!

    1. Martina Curra dice:

      Assolutamente s¡, non te ne pentirai!

  9. Secondo me Barcellona non stanca mai. È una di quelle città dove ci si può tornare spesso ed è sempre piacevole. Ci sono stata due volte ma mi manca ancora tanto da vedere

    1. Martina Curra dice:

      anche io che vivo qui da 4 anni non ho ancora visto tutto quello che c’è da vedere figurati tu!

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