Un weekend ad Amsterdam

Lo scorso weekend sono stata ad Amsterdam, una città che era nella mia travel bucket list da tantissimo tempo. L’occasione si è presentata grazie al trasferimento di un’amica, mi sono detta che non potevo perdere quest’occasione e in men che non si dica avevo il volo prenotato. Dato che avevo a disposizione solo un weekend ho cercato una combinazione oraria che mi avrebbe permesso di sfruttare al meglio il tempo a disposizione: sono arrivata il sabato di primissima mattina e sono ripartita di domenica sera. Il tempo poi è stato particolarmente clemente tutto il weekend e la domenica ci ha regalato un bel giorno di sole splendente che ha reso il tutto ancora più bello.

case tipiche di Amsterdam con gli immancabili ciclisti

Dato che questo è il periodo giusto per andare a vedere la famosa fioritura di tulipani, abbiamo deciso di trovarci in aereoporto a Schiphol per prendere il bus che ci avrebbe portato ai giardini di Keukenhof, il posto perfetto per ammirare tulipani di ogni forma e colore. Il biglietto costa 25 euro ed è comprensivo anche di trasporto bus a/r dall’aereoporto (quello a/r dalla città costa 30 euro ma le combinazioni di trasporti sono meno comode rispetto all’altro). Il parco è aperto ogni anno da fine marzo a inizio maggio all’incirca, per cui tenete in considerazione questo lasso temporale se volete venire ad ammirarlo. Un altro consiglio è quello di andare di mattina presto, per evitare la ressa di gente. Se vi piacciono i fiori, questo è il posto giusto per voi! Tulipani a perdita d’occhio (ma non solo, anche tantissimi altri tipi di fiori), composizioni di fiori particolari, ruscelli d’acqua, laghetti, un labirinto, un mulino a vento: è un posto talmente bello che arrivi quasi a invidiare i giardinieri che lavorano qui!

tulipani!!!

Ma perchè i tulipani sono diventati il simbolo dell’Olanda? Vennero importati qui nel 1554 per la prima volta. Il terreno sabbioso di cui è ricco il paese si rivelò ideale per coltivarli, ed è per questa ragione che oggi associamo i tulipani all’Olanda. A noi sono servite all’incirca 4/5 ore abbondanti per visitare tutto il parco con tranquillità, fermandoci a scattare foto, a mangiare e a comprare souvenirs. All’ingresso trovate una pratica mappa del parco ma ci si orienta bene anche senza, seguendo le indicazioni presenti a ogni deviazione. Una volta usciti, per raggiungere la città avete due opzioni: tornare in bus in aereoporto e da lì prendere il treno, oppure prendere un autobus che vi porta direttamente alla fermata di Amsterdam RAI e da lì prendere la metro per arrivare in centro città.

che bellezza!

Io avuto la fortuna di poter dormire in pieno centro città, in una delle case tipiche di Amsterdam con il frontone a campana, gli spazi ristretti, le scale alte e con una pendenza importante, il gancio in cima che serve per effettuare i traslochi: si fa passare una corda attraverso il gancio che serve per legare i vari mobili, e tirando la corda i mobili salgono pian piano fino ad arrivare al piano stabilito dove vengono introdotti attraverso la finestra. Molte case sono inclinate proprio per evitare che i mobili possano in qualche modo toccare e rovinare la facciata principale. Ingegnoso no? (Non solo, anche tremendamente faticoso, non so come facciano a non rompersi i muscoli delle braccia mentre tirano la corda!) . Troverete tantissimi esempi di queste case, soprattutto sui canali, dove potrete vedere anche la doppia entrata: una anticamente riservata alla servitù e una adibita a ingresso principale. Divertitevi a scorgere anche i vari tipi di frontone delle varie case: a orologio, a scala, a collo di bottiglia e tante altre. Al numero 7 di via Singel, troverete la casa più stretta di tutta Amsterdam. Perchè? Perchè ai tempi bisognava pagare una tassa legata all’estensione della casa e quindi si costruiva non in estensione ma in altezza per cercare di pagare il meno possibile.

casa tipica di Amsterdam con il gancio bene in vista

Abbiamo iniziato la nostra visita della città in un luogo nascosto e molto autentico: il Begijnhof o Beghinaggio, separato dal resto della città tramite un piccolo passaggio che ti catapulta in una piazzetta dove il tempo sembra essersi fermato. Le beghine erano donne religiose laiche che, senza prendere i voti, si dedicavano ad opere di bene e di carità per il prossimo e vivevano unite in luoghi appartati rispetto al resto della comunità. I beghinaggi sono diffusi in tutta l’Europa Settentrionale, soprattutto in Belgio. Al centro della piazza troviamo una chiesa inglese, e in una delle abitazioni è presente una chiesa cattolica clandestina: dal sedicesimo al diciannovesimo secolo vennero promulgate leggi che disponevano la confisca di tutti i beni appartenenti alla chiesa cattolica e il divieto di costruire nuove chiese (la religione prevalente era quella protestante). La comunità di fedeli cattolici reagì costruendo chiese in edifici nascosti che non attirassero l’attenzione.

Ingresso del Beginjhof

Abbiamo visto il mercato dei fiori per poi dirigerci, passeggiando lungo i canali, verso il quartiere di De Pijp, un luogo perfetto con tanti localini tra cui scegliere per potersi bere una bella birra in compagnia, passando prima per la bella piazza dedicata al pittore Rembrandt con la sua statua al centro. E davvero ogni canale che scoprivamo sembrava ancora più bello del precedente, soprattutto quelli lontani dalla ressa della gente, con una quiete commovente che rendeva tutto ancora più autentico. A parte le bellissime case affacciate sulle sponde, qui a farla da padrone sono le cosiddette Houseboat, autentiche case sull’acqua dove i proprietari (di quelle legali) hanno allacciamento a elettricità e gas, alcune talmente belle, con il giardinetto davanti a casa o con il tetto adibito ad orto naturale che ti prendeva una sana invidia a vederle.

piazza Rembrandt

Prima di arrivare a De Pijp siamo passate accanto al birrificio della Heineken, birra olandese famosissima in tutto il mondo. Avendo più tempo a disposizione si può anche decidere di visitare la fabbrica. La visita è molto interattiva e include anche una degustazione finale. Una bella birra ghiacciata ci ha dato la forza per continuare a camminare per arrivare fino a Foodhallen, (circa mezz’oretta di camminata) un ex- deposito di tram riconvertito a spazio di negozi e chioschetti culinari sullo stile del Mercado de San Miguel di Madrid. Potete sbizzarirvi nella scelta del cibo da mangiare, tra vari tipi di cucine etniche qui ben rappresentati. Un posto da non perdere, insomma!

canale vicino all’Heineken

Ma la serata non era mica finita qui: non importava essersi svegliata alle 4 di mattina, c’era qualcosa che dovevo assolutamente vedere con i miei occhi prima di andare a dormire. Ebbene sì, avete indovinato: volevo andare a fare un giro al quartiere a luci rosse della città (se pensavate ai Coffee Shop, vi deluderò dicendo che non ci sono andata, non c’è stato tempo, magari la prossima volta!) Non so cosa ne pensate voi, ma per me è stata un’esperienza abbastanza assurda. Vedere le ragazze in vetrina come se fossero merce da vendere mi ha fatto veramente riflettere. Non aggiungerò altro per non urtare la sensibilità di nessuno, ma se vi va aspetto le vostre riflessioni nei commenti del post.

Il quartiere a luci rosse si trova giusto vicino alla famosa piazza Dam con il bellissimo palazzo reale e il museo delle cere Madame Tussauds. A questo punto la stanchezza iniziava a farsi decisamente sentire ed era quindi l’ora di calare il sipario su questa prima giornata, per svegliarsi belle riposate il giorno dopo. La prima cosa che abbiamo fatto la domenica dopo colazione è stata quella di affittare delle biciclette per muoverci in libertà e per sentirci delle vere Amsterdammers. Gli olandesi, infatti in questione di mobilità, sono avanti anni luce rispetto a noi e vedrete tantissime biciclette in giro per tutta la città. Ho pagato per l’affitto di tutto il giorno 14.95 €: al momento del ritiro della bici fanno una foto di un documento d’identità e di una carta di credito a garanzia e ti rilasciano uno scontrino da conservare fino alla consegna della bici. A me hanno proposto di fare anche un’assicurazione di 3.50 € in caso di danni o furto della bici. Io ho deciso di non farla dato che non ci saremmo mai allontanate troppo dalla bici, ma considerate voi se ne vale la pena o no farla per evitare patemi d’animo. L’unica cosa a cui dovrete stare attenti è purtroppo l’atteggiamento degli altri ciclisti che a volte è veramente aggressivo, ho assistito con i miei occhi a un ragazzo che ha quasi travolto una signora, quindi attenzione e occhi bene aperti!

le nostre belle bici!

Pedalando tra i canali siamo arrivate fino al Rijksmuseum, importantissimo museo d’arte che ospita quest’anno una mostra su Rembrandt per commemorare i 350 anni dalla sua morte. Abbiamo visitato i suoi giardini, che sono aperti gratuitamente, e siamo entrate nella piazza dei musei, che raggruppa tutti i musei più importanti di Amsterdam: il museo di Van Gogh, il Moco che ospita una mostra dedicata tra gli altri a Banksy e lo Stedelijk museo d’arte contemporanea. Ovviamente ci vorrebbero giorni interi a disposizione per poterli vedere tutti, per cui abbiamo gironzolato intorno ai musei e visto la bellissima piazza che era piena di vasi di tulipani in fiore. Dopo una pausa per mangiare nel vicino Cafè Loetje (dove tra le altre cose abbiamo mangiato delle buonissime patatine fritte!), abbiamo inforcato di nuovo le bici per recarci al vicino Vondelpark, il più grande polmone verde della città. Le dimensioni enormi del parco lo rendono ideale per girare in bici, e fermarsi di tanto in tanto nei posti più belli.

i giardini del Rijksmuseum

Ci siamo poi dirette verso la Stazione Centrale, bella e imponente (anche se dentro è molto più moderna rispetto alla facciata antica), ne abbiamo approfittato per lasciare la bici e imbarcarci su un battello per fare una mini crociera sui canali, per vedere i canali da una diversa angolazione. Noi abbiamo speso 12 € per un’ora, ma se potete scegliete un’imbarcazione sprovvista di finestrini, noi purtroppo per questo motivo non siamo riuscite a scattare neanche una foto. Era giunta quasi l’ora di salutarsi e di andare verso l’aereoporto, ma non prima di effettuare un’ultima fermata davanti alla casa di Anna Frank per ricordare la grande tragedia della deportazione degli ebrei nei campi di concentramento. Purtroppo, e sottolineo purtroppo, vedere persone che si scattavano selfie o che facevano il segno della vittoria accanto a un simbolo di tanta sofferenza, rovina completamente l’atmosfera, che dovrebbe essere quella di raccoglimento e riflessione (mi è capitato esattamente la stessa cosa a Hiroshima in Giappone, c’è purtroppo troppa gente incivile in giro!)

Stazione centrale

Amsterdam mi è piaciuta moltissimo e credo che in due giorni si possa girarla abbastanza bene (anche se per vederla bene sono necessari più giorni a disposizione- minimo 4/5). I trasporti pubblici funzionano perfettamente ma se preferite usare le bici o muovervi a piedi ce la potete fare tranquillamente a vedere i punti più importanti. Cosa aspettate dunque ad andare?

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