Una passeggiata sul promontorio di Tavertet

Le gite migliori sono quelle non pianificate, quelle in cui ti svegli il sabato mattina e dato che la giornata promette bene decidi di prendere la macchina e andare fino a quando hai voglia di andare. Andare a Tavertet per noi è stato più o meno così: “dai, che bella giornata! Hai voglia di fare un giro? “Si dai! Cerca un posto che ti ispira e andiamo”. Giusto il tempo di fare due panini e via, siamo partiti.

Per arrivare alla nostra meta Tavertet partendo da Barcellona ci si impiega all’incirca 1 ora e 47 minuti (selezionando l’opzione senza pedaggio sul gps). Appena prima di arrivare al paesino, sulla strada viene segnalato un punto panoramico da dove potete già ammirare il paesaggio che vi terrà compagnia durante tutta la giornata: vari promontori si ergono a strapiombo sulla vallata circostante frutto di secoli e secoli di erosione del terreno. Oltre al paesaggio, vi faranno compagnia vari esemplari di uccelli rapaci che sorvolano questa terra indisturbati (gli avvoltoi la fanno da padrone qui).

Uno dei rapaci che volteggiava indisturbato sopra la nostra testa

Oltrepassiamo le ultime curve che ci separano dal paesino e giusto all’entrata troviamo le indicazioni per un comodo parcheggio (si paga all’uscita 1 € per l’intera giornata, quindi è molto conveniente). Poco più distante si trova anche il parcheggio per lasciare i camper. Quando si entra nel paesino, ecco che si prova la strana sensazione che lì il tempo si sia fermato: le case e le stradine che si snodano lungo il paese sono fatte di pietra e sono state conservate così come sono da lunghissimo tempo. Molte di esse sono state trasformate in ristoranti che noi non abbiamo avuto il piacere di provare (ma così c’è sempre una scusa per tornare no?).

lo stile predominante in tutto il paese

Se arrivate presto di mattina potrete trovare aperto l’ufficio informazioni, vicinissimo al parcheggio, che vi saprà consigliare i percorsi più belli da fare (credo che parlino anche in inglese, anche se con noi hanno parlato in catalano). Noi abbiamo gironzolato un pò per il paese, abbiamo superato la chiesetta e ci siamo diretti verso una via laterale che costeggiava il paese. Da questa via si possono ammirare da una parte le casette in pietra che compongono il paese, dall’altra un panorama mozzafiato che dava sul promontorio che circonda Tavertet, e sulla presa d’acqua che si trova ai suoi piedi. Da lì partono vari percorsi (facilmente percorribili consultando l’apposita segnalatica): quello che abbiamo scelto noi arriva fino al Puig de la Força, permettendoci di godere appieno dello spettacolo che la natura ci metteva davanti agli occhi.

panorama con vista sul bacino d’acqua circostante

Il percorso è quasi sempre pianeggiante e facile da percorrere e costeggia parte del promontorio, l’unico aspetto negativo è che c’è poca vegetazione per cui in caso di giornata assolata c’è anche poca ombra. Ad un certo punto del cammino vedrete spuntare un luogo veramente curioso: una cima di sabbia in mezzo al nulla totalmente ricoperta di bandierine tibetane. Vicino alla montagna si trova un ex monastero ora adibito a centro buddista che si chiama Casa Virupa: vi tengono corsi, performance, c’è un bar che fa anche da mangiare e potete anche decidere di fermarvi a dormire per qualche giorno (non ho idea dei prezzi però, noi ci siamo fermati solo al bar. Per ulteriori informazioni potete consultare questo sito: https://www.casavirupa.com/la-casa ).

Ecco la “collina di sabbia”. Lì vicino si trova Casa Virupa

Bisogna percorrere ancora qualche centinaia di metri per arrivare a vedere il Puig de la Força, conosciuto anche con il nome di Roca de Sau. E’ un’enorme roccia che si erge giusto di fronte al promontorio dove siamo siutati ed è possibile arrivare fino a lì attraverso un cammino seminascosto nella vegetazione. Pare che le viste da lì siano veramente spettacolari ma noi non siamo riusciti ad arrivarci perchè c’erano pochissime segnalazioni con indicazioni contradditorie, abbiamo deciso quindi di fermarci lì e tornare indietro verso il paese rifacendo lo stesso percorso al contrario. Abbiamo poi letto che una volta arrivati su questa roccia è possibile scendere addirittura fino al bacino d’acqua sottostante dove, esattamente come è successo a Curon, in mezzo all’acqua si trovano i resti di un antico paese totalmente inondato per far spazio alla diga e anche in questo caso l’unica testimonianza che ci è rimasta è un campanile che emerge dalle acque.

Puig de la Força

Tornando indietro verso il paese, abbiamo incrociato altre passeggiate possibili, come quella che porta fino a un salto d’acqua abbastanza famoso chiamato Salt de Molì, che rifaremo in una prossima occasione. Nei dintorni di questo paesino incantato, si trova anche un altro paese molto bello da visitare Rupit i Pruit. Speriamo di poter tornare presto in questa zona perchè i paesaggi che abbiamo visto ci hanno veramente lasciato a bocca aperta!

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