il tempio di Fushimi Inari
GIAPPONE PATRIMONIO UNESCO

Kyoto, la città dei mille templi

Qualsiasi itinerario che si rispetti in Giappone non può non includere Kyoto, la città dei mille templi. L’importanza culturale di questa città è tale che dal 1994 è entrata a pieno diritto a far parte della lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Noi abbiamo dedicato 4 giorni alla visita della città, che sono stati appena sufficienti per visitare i monumenti più importanti. Probabilmente non basterebbe una vita intera per visitare tutti gli angoli nascosti o meno di Kyoto! Il mio consiglio spassionato è senza dubbio quello di fare una scelta oculata rispetto a quello che volete visitare e non cercare di strafare, avrete così un motivo per poter tornare più volte a visitare questa splendida città.

Patrimonio dell’Umanità

Io visitando i templi di KYOTO

Kyoto è entrata a far parte della lista dei patrimoni dell’Umanità candidando ben 17 monumenti (16 templi e 1 castello) sia nella stessa città, che a Uji e Otsu: il nome completo che figura nella lista è “monumenti storici dell’antica Kyoto (città di Kyoto, Uji e Otsu)“. Sul sito dell’UNESCO appare la seguente motivazione per la scelta (libera traduzione mia dallo spagnolo):

Costruita nell’anno 794 a immagine e somiglianza delle capitali dell’Antica Cina, Kyoto è stata capitale imperiale del Giappone dalla sua fondazione fino a metà del diciannovesimo secolo. Nucleo centrale della cultura giapponese da più di mille anni, Kyoto è un esempio dello sviluppo dell’architettura tradizionale di legno – soprattutto quella religiosa- così come dell’arte paesaggistico nippone che ha influenzato lo stile dei giardini del mondo intero.

Un’appassionata di patrimoni dell’Umanità come me poteva forse lasciarsi scappare questa ghiotta occasione? Ho pianificato la mia visita a Kyoto e i suoi templi tenendo in considerazione la lista dei monumenti patrimonio dell’Umanità. Nello specifico, ho visitato il castello Nijo-jo, il tempio Kiyomizu-dera, quelli di Ryoan-ji, Gingaku-ji e Kinkaku-ji (conosciuti rispettivamente come padiglione d’oro e d’argento).

I templi UNESCO

La storia millenaria di Kyoto si riflette nei suoi tantissimi templi. Davanti a un patrimonio culturale di questa portata il grosso rischio è quello di sentirsi sopraffatti. I templi che troverete in questa sezione sono quelli che ho visitato io. Possono costituire una buona base di partenza per esplorare Kyoto, ma ovviamente costituiscono solo una minima parte di tutti i templi visitabili. Spero di poter tornare un giorno e visitarli tutti, ma intanto vi lascio quelli che per me sono imprescindibili:

KIYOMIZU-DERA

tempio di kyoto : Kiyomizu-dera

E’ uno dei templi più famosi di tutta Kyoto. Il tempio venne costruito nel 778 d.C. prima della fondazione della città. L’edificio che possiamo ammirare attualmente è una ricostruzione del XVIII sec. ed è dedicato alla Kannon dalle 11 teste. La sua sala principale (Hondo) è tesoro nazionale e la sua particolarità è data dalla grande terrazza che si estende dalla stanza centrale dell’altare e che poggia su piloni di legno di 12 metri. La vista sulla città di Kyoto da qui è veramente spettacolare! Noi abbiamo avuto la fortuna di assistere a uno spettacolo di danza con un folto gruppo di bambini come protagonisti. Al termine dello spettacolo uno dei bambini mi ha regalato alcuni fili di paglia, il suo maestro mi ha detto in un inglese un pò sgangherato che mi avrebbero portato soldi e felicità…. chissà, io sto ancora aspettando che si produca un miracolo!

KINKAKU-JI

il padiglione d'oro di Kyoto, il tempio Kinkaku-ji a kyoto

Questo tempio, conosciuto come il padiglione d’oro, probabilmente è ancora più famoso rispetto a Kiyomizu-dera. Ed è una fama meritata: una piccola villa ricoperta di lacca dorata all’esterno e di foglia d’oro all’interno, che si riflette sulle acque del piccolo stagno circostante… che visione paradisiaca! Inizialmente casa di uno shogun (signore feudale) imperiale, fu trasformato in seguito in tempio Zen. Venne bruciato nel 1950 in un gesto di follia da un monaco ospite del tempio, quindi quella che possiamo ammirare oggi è una sua ricostruzione recente. E’ uno dei templi più visitati della città per cui rischiate veramente di dover sgomitare per avere una buona visuale: la nostra “fortuna”, se si può chiamare così, è stata quella di averlo visitato in un pomeriggio di pioggia. Eravamo in pochissimi e abbiamo potuto godere della visita quasi in solitudine!

GINKAKU-JI

il tempio Ginkaku-ji

Il padiglione d’argento curiosamente non è rivestito d’argento come il suo nome potrebbe far pensare. Il suo costruttore, nipote del creatore del tempio Kinkaku-ji, nonostante le sue intenzioni iniziali, non ricoprì mai l’edificio principale d’argento. Il giardino del tempio con le sue composizioni nella sabbia è molto interessante. Anche in questo caso vi conviene venire o di mattina presto o sul tardi per evitare la ressa di turisti, soprattutto considerate le dimensioni minuscole del tempio!

RYOAN-JI

giardino Zen di Ryoan-ji a kyoto

Il tempio risale al 1473, ma il suo vero punto di forza è il bellissimo giardino Zen, tra i più famosi di tutto il Giappone. Il giardino, che corre lungo la veranda dell’edificio principale del tempio, si compone di 15 rocce immerse nella bianca ghiaia rastrellata. Le rocce visibili sono solamente 14: provate a scovare la quindicesima! (noi non ci siamo riusciti purtroppo). Vale la pena anche di gironzolare nei giardini di passeggio, spesso ignorati dai turisti che si assembrano tutti attorno al giardino Zen.

Gion, il quartiere delle geishe

Il quartiere delle case da tè, delle casette tradizionali in legno, delle geishe… a Gion troviamo la più alta concentrazione di geishe di tutto il Giappone. E’ ancora più facile rispetto a Kanazawa, poter scorgere una geisha o una maiko (apprendista geisha) muoversi tra una casa da tè all’altra. Venire qui al tramonto è un ottimo modo per concludere una giornata passata a visitare templi. Anche se non riuscirete a vedere nessuna geisha (noi siamo riusciti a scorgerne due) la visita non vi deluderà assolutamente perchè l’atmosfera che si respira qui è quella del Giappone tradizionale, assolutamente affascinante.

Il castello Nijo-jo

La visita a questo castello ci riporta molto indietro nel tempo all’epoca dei samurai e degli shogun. Lo shogun era un signore feudale che possedeva il suo esercito privato. I samurai invece erano guerrieri mercenari al servizio del shogun. Il castello venne costruito nel 1603 da Tokugawa Ieyasu, primo shogun della dinastia Tokugawa. E’ stato testimone di una parte importante della storia giapponese: nel 1868 Tokugawa Yoshinobu, l’ultimo erede della dinastia, rinunciò qui alla carica di shogun rimettendo tutti i suoi poteri all’imperatore Meiji.

La visita inizia entrando per Higashi Ootemon, il gran portico dell’est costruito intorno all’anno 1662. Addentrandosi all’interno del recinto, possiamo ammirare la torre del sudest, che insieme alla sua gemella del sudovest, è l’unica rimasta delle 4 torri originali difensive del castello. Basta fare pochi passi e ci troviamo davanti alla porta Kara-mon, un’autentica meraviglia! Poggia su 4 pilari riccamente decorati con incisioni di grú pini, bambú e fiori di ciliegio, simbolo di longevità. Il restauro del 2013 l’ha riportata al suo antico splendore.

la porta Karamon

La porta da accesso al palazzo Ninomaru, tesoro nazionale. E’ l’unico esempio presente in Giappone di un complesso di palazzi fortificati. Si tratta infatti di sei edifici uniti tra di loro, con 33 stanze e più di 800 stuoie tatami. E’ decorato con bellissime pitture di pini e falconi, tigri e leopardi, fiori di ciliegio e rappresentazioni delle quattro stagioni dell’anno. Quelle che vedrete sono repliche, gli originali si trovano all’interno del museo anch’esso presente all’interno del castello. Anche i giardini del palazzo sono bellissimi e curatissimi, in tipico stile giapponese.

il palazzo Ninomaru

Il palazzo Honmaru risale al 1893 e venne trasferito qui dal palazzo imperiale di Kyoto. Il suo giardino venne creato in occasione della visita dell’imperatore Meiji e ridisegnato varie volte. L’ultima tappa dell’itinerario all’interno del castello è il giardino Seiryu-en, creato nel 1965 e curiosamente diviso in due parti: quella giapponese e quella occidentale.

Il tempio di Fushimi Inari Taisha

Fushimi Inari

Che cos’è il torii? E’ il portale d’ingresso al tempio shintoista, la sua funzione è quella di segnalare l’inizio dell’area sacra. Troverete torii dappertutto in Giappone, ma mai così tanti come a Fushimi Inari. Migliaia di torii rossi si susseguono creando una strada serpenteggiante che risale la collina di Inari-Yama. L’effetto ottico è semplicemente impressionante! Il tempio è dedicato al dio Inari, il dio del riso e della fortuna economica: i torii che vedrete qui sono stati per lo più donati da uomini d’affari che vengono qui nella speranza di venire ricompensati economicamente dal dio. Il tempio si trova in una posizione decentrata vicino a una stazione dei treni sulla linea per Nara, può essere una buona idea quindi abbinare la visita del tempio (al mattino presto quando c’è meno gente) con la città di Nara.

La cerimonia giapponese del tè

E’ un’esperienza che potrete provare in qualsiasi città giapponese, ma la inserisco qui perchè noi vi abbiamo preso parte a Kyoto. Purtroppo non mi ricordo più il posto che abbiamo scelto ma se spulciate un pò in giro sono sicura che troverete il posto che fa per voi. E’ possibile prendere parte a cerimonie private o di gruppo, noi per ragioni di economicità abbiamo preso parte a quella di gruppo. Ci si siede in cerchio sul tatami della casa de tè con al centro l’ anfitrione che mette a scaldare l’acqua per preparare il tè. Mentre prepara il tè, ci racconta la storia di questa bella cerimonia. Nata come esercizio mentale dei monaci zen, è stata ripresa poi dai samurai alla ricerca della concentrazione prima della battaglia.

Il maestro giapponese Sen-no-Rikyu la perfezionò e la elevò a forma d’arte, con dei rituali tramandati nei secoli dei secoli. Il tè utilizzato è rigorosamente quello matcha (tè verde in polvere), che viene mescolato all’acqua con un mestolo di ciliegio e una frusta di bambù. Gli ospiti possono cimentarsi nell’arte di preparare il tè e degustarlo una volta preparato. E’ un modo assolutamente piacevole di passare due ore, imparando più fondo aspetti della cultura giapponese. Consigliatissimo!

Considerato il poco tempo a disposizione e la mole di monumenti da vedere, credo che siamo riusciti a vedere il meglio che Kyoto ha da offrire. Abbiamo alloggiato all’Hotel Ibis Style Kyoto Station, la sua posizione vicino alla stazione è comoda per gli spostamenti in treno, ma scomoda per girare il centro della città. Ci siamo spostati quasi sempre in autobus, a parte per visitare Fushimi Inari, quando abbiamo preso il treno. Kyoto, spero di poter tornare un giorno per poter ammirare ancora i tuoi templi millenari!

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