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PATRIMONIO UNESCO

I patrimoni unesco più belli del mondo

Se leggete questo blog da un pò di tempo, saprete che il mio sogno è quello di visitare tutti i patrimoni unesco presenti al mondo. Un obiettivo non facile da raggiungere perchè aumentano ogni anno. Nel 2021 con le nuove nomine siamo arrivati alla bella cifra di 1154 patrimoni. Ma anche una fan sfegatata come me, deve ammettere che non tutti i patrimoni hanno uguale fascino e bellezza. E allora per scoprire quali sono i patrimoni più belli al mondo ho chiesto una mano ad alcune colleghe della community Travel Blogger Italiane. Se vi incuriosisce l’argomento, rimanete sintonizzati perchè ne scoprirete delle belle!

CORDOBA

il ponte romano di Cordoba
il ponte romano

Libera di Liberamente Traveller ci porta alla scoperta della città di Cordoba. Se volete saperne di più sul suo blog ci spiega come organizzare un viaggio in Andalusia

Cordoba è una delle città più belle non solo dell’Andalusia ma di tutta la Spagna. Pensate che vanta ben 3 siti UNESCO, tutti meritevoli di essere inseriti nella vostra visita cittadina.

Il primo è la Moschea, uno degli edifici che meglio esprime il passaggio della dominazione araba in quest’area. Se ne iniziò la costruzione nel 785, per volere dell’emiro Abderrahman I, sui resti di un’antica chiesa visigota. Negli anni l’edificio venne ampliato e ne vennero curati minuziosamente gli interni dove furono collocate ben 856 colonne. Nel 1236, a seguito della Reconquista, la Moschea divenne una Chiesa. Il minareto, alto ben 48 metri, divenne così un campanile ed anche gli interni subirono inevitabilmente delle modifiche. La Cappella Mayor, custodita nel cuore dell’edificio, è uno splendido esempio di architettura barocca, da lasciare senza fiato.

Il secondo sito ad essere stato inserito nell’elenco dei beni patrimonio dell’umanità è il centro storico di Cordoba. Oltre alla già citata Moschea infatti, esso custodisce altri capolavori architettonici quali: il Ponte Romano, l’Alcazar de los Reyes Cristianos e la suggestiva Juderia. Se siete fan della fortunata serie tv “Il Trono di Spade” non faticherete molto a riconoscere il lungo ponte costruito dai Romani nel I secolo d.C. e retto da ben 16 massicce arcate.

Seguite il corso del Guadalquivir e raggiungete l’Alcazar. Sono certa che i suoi fantastici giardini vi lasceranno a bocca aperta: fiori, piante, fontane zampillanti. Tutto sembra ricordare i fasti di un tempo. Mi raccomando, ricordatevi di fare una passeggiata per i vicoli della Juderia. L’antico ghetto ebraico conserva ancora oggi il fascino di un luogo senza tempo. Sarà il set ideale per scattare le vostre foto ricordo!

Ed eccoci così giunti al momento di svelare il terzo e più recente sito UNESCO di Cordoba, la Medina Azahara. Quello che oggi è uno dei più importanti parchi archeologici della Spagna, anticamente era una città fortezza, costruita per mostrare al mondo la grandezza del califfato. Oggi è possibile visitare alcuni ambienti dell’edificio oltre che ammirarne i tesori, custoditi in un museo, inaugurato nel 2009 all’interno del palazzo. Non mi resta che augurarvi buon viaggio!

GRANADA

Alhambra
L’Alhambra

Sempre Libera (autrice del blog Liberamente Traveller) ci porta questa volta a Granada, per saperne di più potete leggere sul suo blog cosa vedere in Andalusia in 6 giorni

Non si può visitare l’Andalusia e non fermarsi almeno per un giorno a Granada, cittadina situata ai piedi dell’imponente Sierra Nevada. Pensate che qui sono ben 2 i siti eletti, nel 1984, patrimonio dell’umanità UNESCO.

Il primo è l’Alhambra, il monumento più visitato di tutta la Spagna. Situato a circa 690 metri di altezza, domina la città di Granada, con le sue alte torri che lo rendono un edificio assolutamente unico nel suo genere. Fu fatta costruire da re Muhammad I nel 1239 e si compone di 3 edifici:

  • Alcazaba e Palacio de Carlos V,
  • Palacio Nazaries,
  • Generalife.

Uno degli ambienti più suggestivi è sicuramente il Palacio Nazaries. Non vi nego che personalmente, mi ha molto emozionato visitarne le sale e gli ambienti interni. Questo perché uno dei suoi angoli più caratteristici, il cosiddetto: Patio de los Leones, una fontana con ben 12 leoni, ha ispirato il conte Mattei per la costruzione di uno degli ambienti più fotografati del suo castello, la celebre Rocchetta Mattei, che si erge sull’Appennino bolognese.

Il secondo sito patrimonio UNESCO è il quartiere Albaicin. Sviluppatosi in altezza, oltre le acque del fiume Darro, che attraversa la cittadina, non fu praticamente toccato dalla Reconquista. Tutt’oggi infatti, conserva l’autenticità degli stretti e impervi vicoli dove non vi sarà difficile udire le note di una chitarra gitana. Vi consiglio di raggiungere il Mirador di San Nicolas, una piazza collocata molto in alto, da cui si gode di una splendida vista sull’Alhambra e da cui potrete scattare delle splendide foto.

Quindi divertitevi a perdervi nei vicoli e ad ammirare i piccoli negozi etnici che li affollano. Potrete trovare qui degli ottimi souvenir da portare ad amici e parenti. Un ultimo consiglio: durante la Semana Santa la città diventa ancora più suggestiva con i rituali delle processioni in costume tradizionale. Vi consiglio di farci un pensierino.

MONT-SAINT-MICHEL

mont-saint-michel
Bellissima foto di Mont-Saint-Michel di Fabiana

Fabiana del blog Carolina va in città ci porta in Francia per visitare lo splendido Mont-Saint-Michel

Uno dei siti patrimonio UNESCO che più mi ha impressionata tra i tanti visti in viaggio si trova in Francia ed é Le Moint Saint Michel, classificato patrimonio dell’umanità dal 1979. Per chi ancora non lo sapesse, Le Mont Saint Michel, che si trova sulla costa normanna al confine con la Bretagna, è un paesino che tutte le notti si trasforma in isola grazie al fenomeno delle maree per cui è famoso. Ogni sera le acque dell’oceano salgono fino a coprire tutta la baia e regalano uno spettacolo da lasciar a bocca aperta ma anche di giorno, quando ritorna ad essere sulla terra ferma, resta di grande fascino.


Una volta arrivati a Le Mont Saint Michel ci si ritrova in un grande parcheggio dove ha sede anche il centro informazioni turistiche. Da lì si può scegliere se arrivare ai piedi del paese in bus, in calesse o con una bella passeggiata a piedi attraverso la baia. Se si desidera conoscere meglio il fenomeno delle maree e delle sabbie mobili che circondano l’Abbazia, é possibile richiedere una guida che vi accompagnerà nella visita della baia. Ma attenzione a non avventurarsi da soli perché le sabbie mobili sono molto pericolose! Il piccolo centro storico medievale è attraversato da una via principale che porta fin su l’Abbazia benedettina, il punto più alto da dove si gode di una bellissima vista sulla baia.

Le case a graticcio, tipiche di queste zone, e le strette vie piene di negozietti e di insegne ci riportano indietro nel tempo e ci sembrerà di esserci catapultati all’interno di una fiaba. Se si ha la fortuna di riuscire a prenotare anche una sola notte in uno dei pochissimi alloggi che si trovano all’interno de Le Mont Saint Michel si resterà prigionieri all’interno del paese fino all’indomani ma si avrà la possibilità di assistere all’arrivo delle maree al calar del sole. Uno spettacolo unico nel suo genere!


Se invece si desidera tornare a casa bisognerà far attenzione all’orario di arrivo delle maree per anticipare il rientro e non rischiare di ritrovarsi sulla baia all’arrivo dell’acqua. Per conoscere gli orari e i giorni di maggior intensità delle maree si può andare sul sito ufficiale o chiedere al centro turistico della baia, una volta sul posto. Visitare Le Mont Saint Michel è sicuramente da fare una volta nella vita perché é un luogo di gran fascino che merita al 100% di essere protetto dall’UNESCO e ci si lascia un pezzetto di cuore!

SUOMENLINNA

sottomarino Vesikko a Suomenlinna
il sottomarino Vesikko, uno dei sei musei visitabili all’interno dell’arcipelago

Anna del blog Profumo di follia ci porta a visitare l’arcipelago di Suomenlinna in Finlandia. Sul suo blog potete leggere il resoconto completo della sua esperienza a Suomenlinna

L’arcipelago di Suomenlinna, in Finlandia, è probabilmente il luogo patrimonio dell’UNESCO più conosciuto del Paese. Per gli stranieri, almeno. Perché in realtà i siti patrimonio UNESCO in Finlandia sono sette, ma praticamente li conosciamo solo io, Babbo Natale e Anna Falchi. 

Suomenlinna è anche uno dei monumenti più visitati della capitale Helsinki e della Finlandia intera: si stima che riceva un milione di visitatori ogni anno!

Ma cos’ha di speciale? 

Suomenlinna è una fortezza marina costruita su sei isole dell’arcipelago a largo di Helsinki nel periodo in cui Svezia e Russia erano… ai ferri corti, diciamo così. La Finlandia apparteneva al Regno di Svezia e la fortezza fu costruita per fare da base navale e difendere il secondo porto più importante della regione orientale svedese, Helsinki appunto, dagli attacchi russi. Successivamente i russi invasero Suomenlinna, per tigna proprio, e ne modificarono la costruzione includendo nel progetto isole come Vallisaari. I russi ci costruirono una caserma e una chiesa.

Durante la Prima guerra mondiale, Suomenlinna entrò a far parte dell’enorme fortezza marina di Krepost Sveaborg, a protezione della vicina San Pietroburgo. 

Con l’indipendenza della Finlandia del 1917 la fortezza arrivò in mano ai finlandesi, che ne fecero una prigione e una sorta di enorme sgabuzzino per la flotta militare aerea e marittima. Dal dopoguerra in poi, invece, a Suomenlinna rimase solo l’Accademia Navale e ora ci abitano poco più di ottocento persone.I reperti storici da visitare sono moltissimi, soprattutto per i turisti interessati all’architettura militare, e poi ci sono ben sei musei (tra cui quello del giocattolo e un sottomarino), caffetterie deliziose dove fermarsi per un kahvia ja pulla (caffè e brioche) e tanta, tantissima natura in cui perdersi. Un posto che vale assolutamente la pena di visitare!

IL MONASTERO DI BATALHA

monastero di Batalha
particolare del monastero di Batalha

Chiara del blog The Space Passenger ci porta in Portogallo a conoscere il monastero di Batalha

Il Monastero di Batalha, che sorge nell’omonimo comune, rappresenta una delle più alte espressioni del gotico-manuelino portoghese. Intitolato a “Santa Maria da Vitória”, sorge per volontà di Giovanni I, il quale sbaragliò l’esercito spagnolo di Giovanni I di Castiglia ad Aljubarrota. Non sorprende la sua iscrizione nel registro dei Patrimoni dell’Umanità Unesco in quanto capace di colpire immediatamente per la tensione della struttura, finemente realizzata e proiettata verso il cielo come la mano umana che si tende verso l’alto dell’eterno.

La sua costruzione occupa un intervallo di ben due secoli. L’inizio dei lavori risale, infatti, al 1386 per giungere a conclusione nel distante 1517. La consistenza di tale lasso temporale porta con sé un susseguirsi di scelte architettoniche particolarmente fortunate, che di volta in volta hanno portato un valore aggiunto al progetto originario. 

Esternamente il complesso si presenta oggi giallino, risultato di secoli di mutazioni ed inquinamento subiti dalla pietra bianca di Porto de Mós. Tale variazione, a mio parere, conferisce un fascino ulteriore oltreché un piacevole contrasto con l’interno che, invece, è rimasto candido come fu concepito. La chiesa internamente colpisce per la sua sobrietà, che riporta al concetto di purezza della fede tanto caro all’epoca. Sono bellissime le vetrate colorate che donano audaci giochi di luce lungo tutta la navata sino all’abside, circondata da 5 cappelle. Collegata alla struttura principale una cappella, esito fortunato della commistione tra il gotico flamboyant e quello perpendicolare inglese, tanto caro alla regina. Al suo interno trovano riposo gli stessi Giovanni I e Philippa di Lancaster, sua consorte. 

I due chiostri (uno di Giovanni I ed uno di Alfonso V) si distinguono per la semplicità mentre la sala capitolare, sebbene anch’essa pura nelle linee architettoniche, spicca per l’ardita volta, che si erge maestosa in assenza di supporti centrali. Si tratta di un tale azzardo strutturale che per la sua costruzione furono impiegati dei condannati a morte

Completano la maestosità del monastero le cosiddette Capelas Imperfeitas. Queste 7 cappelle a pianta esagonale, secondo il progetto di Huguet (uno dei 15 architetti impegnati nel corso degli anni nell’edificazione del monumento), si sviluppano intorno ad un ampio spazio centrale di forma ottagonale. A lasciare senza fiato non è però la planimetria, bensì il senso di incompiutezza che accresce il valore già di per sé eccezionale dello stile qui impiegato. Consiglio di lasciarsi questa chicca per ultima per apprezzare e portarsi a casa il vivido ricordo del senso di stupore e di meraviglia che scaturisce dagli altissimi decori che si stagliano sul blu del cielo.

ROMA

Roma
Roma, immagine tratta da Pixabay

Ovviamente non poteva mancare l’Italia in questa lista e Marina del blog thetravellingpetsitter ci porta a Roma

Roma rientra, a pieno titolo, nel novero delle città più belle del mondo, ma probabilmente non tutti sanno che il suo centro storico, insieme alle proprietà extra territoriali della Santa Sede e alla Basilica di San Paolo fuori le Mura è tra i 58 siti italiani inseriti dall’Unesco nella World Heritage List, il terzo in ordine di tempo dopo le incisioni rupestri della Valle Camonica e il Cenacolo di Leonardo.

Il centro storico di Roma fu iscritto per la prima volta nella Lista del Patrimonio mondiale nel 1980 perché comprendeva tutti gli elementi necessari per esprimere un eccezionale valore universale. Include infatti una serie di testimonianze artistiche che coprono tre millenni di storia: da monumenti dell’antichità come il Colosseo e i Fori, a fortificazioni medievali come Castel Sant’Angelo, alle architetture rinascimentali e barocche di piazza Navona fino ad arrivare ai tempi più recenti degli allestimenti scenografici di Piazza del Popolo e Piazza Spagna. L’area include specificatamente tutti i rioni storici con la sola esclusione di una parte dei rioni Borgo e Prati.

Nel 1990 nel sito furono inserite anche le proprietà extra territoriali della Santa Sede, includendo così edifici come le basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria maggiore e San Paolo fuori le mura, scrigni contenenti capolavori di arte sacra creati dai più famosi artisti di tutti i tempi. La superficie totale del sito è di 1.469,17 ettari dei quali 1.430,8 relativi alla parte italiana (Centro Storico di Roma) e 38,9 di competenza della Santa Sede.

Credo che tra tutte le meraviglie comprese nella World Heritage List, solo a Roma sia possibile trovare una tale fusione armonica di edifici ed complessi artistici ed architettonici scenografici di impareggiabile bellezza, che coprono secoli di storia, in una varietà di stili che ne fa un compendio unico ed incredibile di storia dell’arte e dell’architettura.

BERGEN

Bergen dall'alto
Bergen dall’alto

Ci spostiamo in Norvegia per andare a visitare la bellissima Bergen, contributo di Patrizia del blog sapori in viaggio. Per saperne di più sul suo viaggio date un’occhiata qui

La seconda città per dimensioni della Norvegia è considerata anche il centro del territorio dei fiordi. Pittoresca e molto accogliente, ospita anche uno dei beni Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO: il porto anseatico.

Fondata nel 1070, Bergen è diventata fulcro dei commerci della Lega Anseatica intorno alla seconda metà del 1400. I mercanti dell’Europa del Nord la scelsero per la sua posizione strategica e comoda per gli approvvigionamenti. Nel 1702 un incendio colpì la città, che si vide distrutta gran parte dei caratteristici edifici in legno. Perseguitata dalla sfortuna, si trova a combattere contro lo stesso problema nel 1900. Oggi si possono ammirare ancora alcuni degli edifici originali rimasti intatti e sono quelli che costituiscono il quartiere del porto anseatico. 280 case colorate che dal 1979 fanno parte del patrimonio UNESCO.

Un tempo impiegate per le attività della Lega Anseatica, oggi questi edifici sono utilizzati a scopi commerciali, con attività turistiche, ed abitativi. Passeggiare per il porto, fra i colori delle case e lo sfondo dei monti, è un’esperienza molto suggestiva. Bryggen, il nome locale di questo quartiere, è la concreta dimostrazione di come si possa riuscire a far fronte a dei problemi, rialzandosi a testa alta. Oggi è il centro della città, grazie anche al fatto che ospita il Fisketorget, ossia il mercato del pesce. Si avrà modo di provare i prodotti ittici locali, come lo stoccafisso, ma anche le cose più curiose ed insolite per la nostra cultura, come la balena.

Importante punto di snodo, a Bryggen si trovano anche le infrastrutture per raggiungere le altre attrazioni di Bergen, come il monte Fløyen, da cui avere una vista sui fiordi incomparabile. Il bello di Bergen è la sua capacità di unire la natura alle opere artificiali mantenendo un perfetto equilibrio. Sembra che tutto coesista da tempi immemori, che quella funicolare sia sempre stata lì e che quelle casette colorate siano nate come alberi. Se l’esplorazione è stata stancante e vi dovesse servire qualcosa per riprendervi, vi consiglio un caffè: quello norvegese è fra i più buoni al mondo!

I PALAZZI DEI ROLLI

i palazzi dei rolli
i palazzi dei rolli

Torniamo in Italia e andiamo a Genova grazie a Amber del blog Ambersdiaries per visitare i palazzi dei rolli

Io adoro Genova, non lo posso negare. Ho un debole per il nostro sole, per le “creuze” che portano al mare, per l’aria di porto e per i “caruggi” del centro storico. Vivendo la mia città ho avuto il piacere di riscoprirne anche la parte più artistica e di apprezzarne a pieno il patrimonio Unesco cittadino: i palazzi dei Rolli.

Questi palazzi nobiliari storici ospitavano, ai tempi dell’Antica Repubblica di Genova, le principali personalità in visita. Venivano scelti tramite un sondaggio aperto di liste di alloggiamenti pubblici, detti appunto “rolli”. Si trovano presso le cosiddette “Strade Nuove”, costruite tra il Cinquento e il Seicento, ovvero via Garibaldi, via Balbi e Via Cairoli. Nel 2007 sono stati inseriti 42 dei 163 palazzi presenti nella zona del centro storico, scelti usando diversi criteri, tra cui lo sviluppo urbanistico e architettonico, e per il fatto di essere una vera fotografia senza tempo che ritrae la politica e l’economia di Genova dell’epoca.

I più famosi sono sicuramente i Musei di Strada Nuova: Palazzo Bianco, punto di riferimento per gli amanti della pittura italiana, spagnola e fiamminga di quegli anni; Palazzo Rosso, subito di fronte, sede della preziosa collezione d’arte della famiglia genovese Brignole-Sale; infine Palazzo Tursi, oggi sede del comune della città. Queste storiche strutture sono collegate tra di loro e sono passate tra le mani di famiglie storiche genovesi fino ai Savoia, prima di diventare musei di proprietà dello Stato. Il mio preferito però è decisamente Palazzo Reale, in via Balbi, dimora storica con tanto di giardino pensile che si affaccia sul porto e sui caruggi. Un vero e proprio gioiello dell’arte del 600-700 barocco genovese, grazie ai suoi affreschi, stucchi, quadri e arredi, oltre che alla celebre e stupenda (e instagrammabile!) “stanza degli specchi”.

Adoro i Palazzi dei Rolli perché sono un vero orgoglio per la città, un meraviglioso modo di vivere Genova come era una volta, ovvero un grande punto di riferimento italiano per il commercio, per l’economia e per la vita politica, oltre che un salotto artistico pregiato e di rara bellezza, unico ed inimitabile, nonostante i danni subiti in quasi tutti i suoi edifici a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Se ti ho stuzzicato la curiosità, sappi che due volte all’anno si tengono i Rolli Days, per visitare i palazzi e i musei gratuitamente, magari tra una trenetta al pesto e un bicchiere di vino sul lungomare!

SITI PATRIMONIO DELL’UMANITA’ IN BRASILE

salvador de bahia
salvador de bahia

Abbiamo parlato di patrimoni UNESCO europei ma tantissimi patrimoni si trovano fuori dall’Europa. Barbara del blog wanderlustintravel ci porta alla scoperta di due patrimoni in Brasile: Salvador de Bahia e Paraty

Ricevere il titolo di Patrimonio dell’Umanità Unesco non è per tutti: solo i luoghi di straordinaria importanza storica, culturale o naturalistica entrano a far parte della lista UNESCO.

I candidati passano attraverso un processo di valutazione rigoroso e che talvolta richiede tanto tempo. Tra i criteri per diventare un sito del patrimonio mondiale ci sono la presentazione di una tradizione culturale unica o un insieme architettonico singolare e storicamente rappresentativo.

Oggi, dei 1154 siti del patrimonio mondiale catalogati, 22 sono in Brasile: ci sono 14 patrimoni culturali, 7 naturali e 1 misto, distribuiti in 17 stati. La cosa sorprendente è sapere che quasi tutti i posti della lista sono gratuiti e di facile accesso. Oggi scopriremo due di questi: il Centro Storico di Salvador de Bahia e Paraty.

CENTRO STORICO DI SALVADOR DE BAHIA

pelourinho
Pelourinho

Capitale dello stato di Bahia, Salvador è stata senza dubbio la prima sede coloniale portoghese in Brasile. Dopotutto, la regione fu scoperta nel 1510, dopo l’affondamento di una nave francese, che trasportava Diogo Álvares, uno dei responsabili della colonizzazione di Bahia. 

La città divenne il primo mercato di schiavi nel Nuovo Mondo, un porto dove gli oppressi arrivavano per andare a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero.  Salvador è stato in grado di preservare molti edifici rinascimentali eccezionali, con case dai colori vivaci decorate con raffinati stucchi.

Il Centro Storico di Salvador si trova nel quartiere Pelourinho, che, è caratterizzato da un’architettura coloniale. Nessun altro posto in città riflette l’anima di Bahia come il Pelo (nomignolo che gli abitanti hanno dato al luogo). Questo quartiere della Cidade Alta (città alta) ha più di 800 ville colorate del XVII e XVIII secolo e un via vai di persone provenienti da tutto il mondo! Ecco perché è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1985 ed è storicamente una delle più importanti d’America.

PARATY E ILHA GRANDE

Paraty
Paraty

Infine, per la prima volta, il Brasile ha avuto un sito misto, storico e culturale, riconosciuto dall’UNESCO. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 2019, Paraty e Ilha Grande si trovano in una regione che conserva ancora l’85% della sua copertura vegetale. 

Oltre alle bellezze naturali, Paraty ha uno dei complessi architettonici coloniali più incredibili del Brasile. Situata tra la Serra da Bocaina e l’Oceano Atlantico, questo paesaggio culturale comprende il centro storico di Paraty, una delle città costiere meglio conservate del Brasile, nonché quattro aree naturali protette della Foresta Atlantica brasiliana, uno dei cinque principali siti di biodiversità nel mondo.  Alla fine del XVII secolo, Paraty era il punto finale del “Caminho do Ouro”, la strada utilizzata per l’invio dell’oro in Europa. Il suo porto fungeva anche da porta d’ingresso per accessori di lavoro e schiavi, che venivano portati per lavorare nelle miniere. 

Fu costruito un sistema difensivo per proteggere la ricchezza del porto e della città. Il centro storico di Paraty ha mantenuto il suo design urbano del XVIII secolo con gran parte della sua architettura coloniale, risalente al XVIII e all’inizio del XIX secolo! Una vera meraviglia per gli occhi.

MACHU PICCHU

machu Picchu
Machu Picchu

Sara del blog la principessa dei viaggi ci porta a Machu Picchu, uno dei patrimoni UNESCO più conosciuti al mondo

Io sono un’appassionata di documentari perchè dopo averli guardati, inizio a sognare di viaggiare per le mete lontane viste in tv. Spesso mi sono immaginata come sarebbe stato salire le scale delle rovine del Machu Picchu e così nel 2019 ho deciso di andare a vedere di persona una delle meraviglie del Patrimonio del’Umanità dell’UNESCO, inserita nel 1983 nella lista per la sua bellezza.

Ho atteso questo incontro per tutto il tour del Perù, perchè inconsciamente sapevo che qualcosa sarebbe cambiato dentro di me nell’incontro con “la vecchia montagna” che si trova a 2.430 metri di altitudine. Dopo aver preso il bus da Aguas Calientes ed aver percorso un tragitto di venti minuti circa, sono arrivata all’ingresso del sito con molta emozione. Appena entrata ho tirato un sospiro di sollievo, mi sono tranquillizzata ed un senso di pace ha pervaso la mia anima e il mio corpo.

Ho percorso un trekking di circa venti minuti su e giù per le scale sconnesse ed all’improvviso, eccolo: sua maestà il Macchu Picchu. Sono rimasta senza fiato per la bellezza ed ho subito compreso perché sia stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Mi sono seduta su una roccia in contemplazione e quasi senza che me ne accorgessi mi sono scese delle lacrime, perchè credo che mai un luogo mi abbia commosso così tanto e poi in men che non si dica una strana serenità si è impossessata di me. Mi sembrava di essere immersa in un “non luogo” come se il tempo si fosse fermato ed esistessimo solo più io e la montagna, a tu per tu, senza finzioni o personaggi da recitare, io e lei nude e crude. In quel momento ho capito che quell’esperienza mi aveva cambiato estremamente, nel profondo.

Poi mi sono alzata, ho ed ho fatto una cosa che sognavo da tanto tempo ovvero camminare per i gradoni della montagna. Ho ammirato le case di pietra intagliate appositamente in modo certosino così da resistere ai terremoti, diventate uno dei maggiori simboli dell’impressionante architettura e ingegneria dell’impero Inca. Inoltre ho visitato alcuni dei 196 punti di interesse storico tra case, fontane, templi e monumenti. Ho ammirato anche la Piazza Sacra che era il centro nevralgico della città sede di molte cerimonie, la Residenza Reale, la Piramide Intihuatana sede del solarium e il Gruppo del Condor che comprendeva dei templi ad uso cerimoniale.

Poi la guida che mi accompagnava mi ha raccontato che il sito continua a nascondere una serie di enigmi riguardanti la sua storia e la sua costruzione. Infatti alcuni studi sostengono che questa fosse una sorta di residenza estiva dell’imperatore Inca e della nobiltà, ma anche questo dato non è certo. La leggenda narra che la città sia stata costruita dall’imperatore Inca Pachacutec nell’anno 1440 e che fosse abitata fino alla conquista da parte degli spagnoli nell’anno 1532. Poi fu riscoperta grazie ad una spedizione peruviana dell’Università di Yale, capitanata da Hiram Bingham nel 1911.

Un consiglio. Se siete allenati ed in buona salute potete effettuare un’escursione che si rivelerà molto faticosa, ma vi svelerà un eccezionale panorama. Bisogna affrontare un sentiero impervio tra stradine e scale sconnesse per arrivare al picco di Huayna Picchu che significa “giovane vetta” dove si trova il Tempio della Luna che è un luogo sacro contenuto in una caverna decorata. Al centro della grotta si trova un trono scolpito nella pietra le cui scale portano a delle caverne segrete nelle profondità della roccia. Inoltre da qui durante alcuni giorni del calendario Inca si vedono delle albe e dei tramonti magnifici dietro ai picchi della montagna.
Come avevo previsto l’incontro con la montagna sacra mi ha veramente cambiata dentro, mi ha donato una forte energia positiva che mi ha portato a rivoluzionare tutta la mia vita. Quindi se volete ammirare una delle meraviglie del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO che vi toglierà il fiato per la bellezza, andate sicuramente a visitare il Machu Picchu in Perù.

ANGKOR WAT

Angkor Wat
Angkor Wat

Raffaella del blog Raf around the world ci porta a Angkor Wat, un altro patrimonio UNESCO molto conosciuto. Se avete interesse potete leggere sul suo blog il suo viaggio in Cambogia

Nel cuore della Cambogia, a pochi chilometri da Siam Reap, il tempo sembra essersi  fermato. Nella giungla rigogliosa, tra animali in libertà e un cielo azzurro (quasi)  sempre sgombro da nuvole, i templi di Angkor dominano la scena.  Per la sua bellezza, la sua fama e l’aura mitica che lo circonda, questo sito archeologico è entrato, anche solo per un minuto, nell’immaginario di ogni  viaggiatore. C’è chi ci è riuscito ad arrivare e chi, invece, continua a tenerlo in attesa nella lista dei luoghi da visitare. Sicuramente, chi riesce ad arrivare ai templi di  Angkor vive un’esperienza magica che porterà sempre con sé.  

Il Parco Archeologico di Angkor si estende su una superficie molto vasta (circa 400 chilometri quadrati) e conta al suo interno centinaia di templi, molti dei quali non accessibili perchè crollati o invasi dalla ricca vegetazione locale. I templi più importanti (circa un cinquantina) sono stati resi accessibili ai turisti e si concentrano  in un’area di una quindicina di chilometri quadrati. I templi sono la massima espressione dell’Impero Khmer e sono stati costruiti tra  l’800 e il 1500. Sono sopravvissuti alla travagliata storia del popolo cambogiano e si  sono integrati nell’ambiente naturale fino in certi emblematici casi a fondersi con la  giungla. 

Angkor Wat è il tempio più famoso, sicuramente il più esteso e probabilmente il  meglio conservato e, di conseguenza, il più affollato. Tra gli altri templi, molto  suggestivi sono quello di Bayon e Ta Prohm. Il primo è il tempio delle facce. Si compone di numerose torri e sulle 4 facciate di ogni torre sono scolpiti dei volti a creare un effetto davvero magico. Il secondo è uno dei templi più iconici per il suo  rapporto con la natura circostante. Per intenderci è il tempio reso famoso da Tomb  Raider per le immense radici che ne avvolgevano le pietre. 

L’area archeologica dei Templi di Angkor apre all’alba e chiude al tramonto. Per visitarla è possibile acquistare un biglietto da 1 o 3 o 7 giorni. Per muoversi  all’interno del parco ci sono diverse soluzioni. Si può prenotare uno dei migliaia tour organizzati disponibili. Oppure si può noleggiare un’auto con autista o un tuk tuk e  farsi condurre tra i diversi templi. Infine si possono noleggiare delle biciclette per percorrere in autonomia il parco. Soluzione, quest’ultima, molto suggestiva ma che,  senza un’organizzazione scrupolosa, potrebbe sottrarre del tempo prezioso alla visita. 

LA GRANDE BARRIERA CORALLINA AUSTRALIANA

grande barriera corallina
Foto di alicia3690 da Pixabay

Infine Claudia del blog Diario del Mondo ci porta alla scoperta della grande barriera corallina australiana. Per saperne di più andate a leggere il resoconto sul suo blog

Degli oltre 1100 i siti patrimonio dell’umanità oggi riconosciuti dall’UNESCO, l’Australia conta attualmente 20 siti, di cui 4 siti culturali, 12 naturali e 4 misti. Di tutti i siti che ho visitato in Australia e in giro per il mondo, sicuramente quello che più mi ha emozionato è la Grande Barriera Corallina australiana.

La Grande Barriera Corallina è grande non solo di nome ma di fatto. Si estende infatti per oltre 2000 km e conta più di 2.500 barriere coralline individuali di varie dimensioni e forme, e oltre 900 isole, che vanno da piccoli isolotti sabbiosi e più grandi isolotti con vegetazione, a grandi e aspre isole continentali che sorgono, in un caso, oltre 1.100 metri sul livello del mare. Per questo viene considerata la più grande cosa vivente esistente sulla terra. In quanto ecosistema di barriera corallina più esteso al mondo, la Grande Barriera Corallina è un’entità eccezionale e significativa a livello globale, e ospita 400 tipi di coralli, 1.500 specie di pesci e 4.000 tipi di molluschi. Praticamente l’intero ecosistema è stato iscritto come Patrimonio dell’Umanità nel 1981, coprendo un’area di 348.000 chilometri quadrati.

Collettivamente questi paesaggi e paesaggi marini forniscono alcuni degli scenari marittimi più spettacolari del mondo. Al momento dell’iscrizione, la valutazione IUCN affermava “… se solo un sito di barriera corallina al mondo dovesse essere scelto per la Lista del Patrimonio Mondiale, la Grande Barriera Corallina è il sito da scegliere”. Il grande interesse scientifico di questo luogo si estende anche al fatto che ospita specie come il dugongo (“mucca di mare”) e la grande tartaruga verde, che sono a rischio di estinzione. È possibile ammirare da vicino questo incredibile sito con escursioni da Cairns o Port Douglas, da cui parte un gran numero di tour, adatto a tutte le tasche e desideri.

Solitamente si tratta di tour giornalieri in catamarano a vela in due diverse location sull’outer reef, in cui è possibile lanciarsi in mare aperto alla scoperta di incredibili fondali e animali. Oltre ovviamente a snorkeling – per cui viene fornito tutta l’attrezzatura e la muta contro le meduse da novembre ad aprile -, la compagnia offre la possibilità anche di fare immersioni, sia per esperti che per principianti. In assoluto trovo che la Grande Barriera Corallina sia uno dei patrimonio UNESCO più impressionanti e unici!

Ringrazio tutte le ragazze che mi hanno fornito i loro contributi e spero che l’articolo sia stato di vostro interesse. Fatemi sapere nei commenti se siete d’accordo con questa classifica o se avreste inserito qualche altro patrimonio. Alla prossima avventura!

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24 commenti

  1. Sono assolutamente d’accordo con i suggerimenti elencati nell’articolo! Alcuni non li conoscevo proprio, come i posti citati in Brasile, mentre altri sono sulla mia lista dei viaggi da fare da parecchio tempo, come la barriera corallina australiana e Angkor Wat in Cambogia! Roma, poi, è la mia città e ovviamente va visitata.

    1. Martina Curra dice:

      Pensa anche io non conoscevo alcuni patrimoni citati! 😁

  2. Olga dice:

    ¡Bonito artículo!
    Yo, obviamente, barro para casa y me quedo con Granada. Incomprensible que la Alhambra no fuese declarada una de las 7 maravillas del mundo… Y perderte por el Albaicín es algo que hay que hacer una vez en la vida.
    Viajé a Brasil y no estuve en Salvador de Bahía y ahora me arrepiento, así que habrá que volver. De este bello país recomiendo Río de Janeiro, que es también patrimonio de la Humanidad. No solo hay que visitarla, ¡hay que vivirla! Disfrutar de sus barrios más auténticos, mezclarse con la gente, sus vistas, su cultura, y por supuesto sus Carnavales, que son una pasada. Y claro, todo esto hay que hacerlo en hawaianas jejeje
    Uno de mis sueños siempre ha sido conocer la Gran Barrera de Coral ¡Y tras leer el artículo aún más!

    1. Martina Curra dice:

      ¡Gracias Olga por comentar!Me alegro de que te haya gustado, la verdad es que entre tanta belleza es difícil elegir: me gustaría quizás visitar Machu Picchu o Angkor Wat si tuviera que elegir!Buena recomendación la de Brasil la tendré en cuenta si algún día consigo ir 😊

  3. Di questi, ho avuto la fortuna di vederne solo due, devo assolutamente rimettermi in pari! Ti auguro di riuscire nel tuo intento di visitare tutti i patrimoni UNESCO <3

    1. Martina Curra dice:

      Grazie mille, ci spero anche io tanto 😁

  4. Sono tantissimi e abbiamo avuto la fortuna di averne visti diversi! Certamente quello che mi piacerebbe di più vedere tra questi menzionati nel tuo articolo è BERGEN, il motivo è più che altro affettivo, ma non vediamo l’ora di poter organizzare questo viaggio!

    1. Martina Curra dice:

      Bergen dev’essere magnifica 😊

  5. Di questa lista ne ho visto solo tre siti tra cui Angkor Wat … Che meraviglia ancora ricordo quei giorni con piacere, mi ero svegliata presto per poter vedere l’alba. Ad ogni modo mi hai dato dei spunti su delle cose da vedere in futuro.

    1. Martina Curra dice:

      Wow Angkor Wat all’alba che sogno 😯

  6. Una meravigliosa carrellata di luoghi splendidi che fanno venire tanta voglia di ricominciare a viaggiare senza limiti e barriere. I viaggiatori non ne possono più! Abbiamo bisogno di tornare ad ubriacarci di bellezza!

    1. Martina Curra dice:

      Hai proprio ragione 🙏🙏🙏

  7. Non sapevo che anche il Palazzo dei Rolli fosse Patrimonio Unesco. Sono felice di aver avuto modo di visitare la maggior parte dei posti da te selezionati e spero di completare la lista quest’anno, se tutto rimane così com’è.

    1. Martina Curra dice:

      wow che fortuna! A me mancano tanti posti qui elencati ma conto di riuscire a vederli tutti un giorno 🙂 chi va piano, va sano e va lontano 😉

  8. Libera dice:

    Mi ha fatto molto piacere partecipare a questo articolo a più mani . Io ho raccontato di due tra le mie città preferite, Cordoba e Granada, ma anche gli altri siti Unesco non sono affatto male.

    1. Martina Curra dice:

      direi che sono in ottima compagnia cosa ne dici? 🙂

  9. Quanti spunti interessanti! Non conoscevo tutti questi siti Patrimonio dell’Unesco, io aggiungerei Borobudur in Indonesia, e poi la mia fissazione naturale…le Dolomiti! Io le amo!

    1. Martina Curra dice:

      anche io adoro le Dolomiti <3

  10. Che carrellata di luoghi incredibili, forse ce ne sono molti altri ma questi sono davvero unici e acceddono il desiderio di partire per vederli tutti
    Brave tutte le autrici

    1. Martina Curra dice:

      sarebbe un sogno riuscire a visitarli tutti un giorno 🙂

  11. Bruttissimo che, tra questi, io sia stata solo a Roma e a Genova.
    Aggiorno sicuramente la mia bucket list!

    1. Martina Curra dice:

      Anche a me ne mancano ancora troppi 😅

  12. C’è da dire che di Patrimonio Unesco nel mondo ce ne sono tantissimi, che forse non basterebbe una vita per vederli tutti.
    Tra questi citati ho visti davvero pochi ma sono ottimi spunti per i prossimi viaggi!

    1. Martina Curra dice:

      A chi lo dici!!!!

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