visitare hiroshima in giornata
GIAPPONE PATRIMONIO UNESCO

Visitare Hiroshima in giornata

Hiroshima è stata senza dubbio la tappa più impegnativa del nostro viaggio in Giappone. Il motivo credo sia noto a tutti ma è sempre bene ribadirlo: è l’unico posto, insieme a Nagasaki, dove è possibile vedere con i propri occhi gli effetti della bomba nucleare.

E’ stato un giorno di commozione e lacrime, un’esperienza dura ma necessaria. Vi racconterò il nostro itinerario e i punti più importanti da non tralasciare durante la vostra visita in giornata a Hiroshima. Credo però sia doveroso partire con una piccola introduzione storica che ci aiuterà meglio a comprendere la portata storica di quanto successo.

UN PO’ DI STORIA: 6 AGOSTO- 9 AGOSTO 1945

Gli eventi storici che hanno avuto luogo qui hanno cambiato il corso della storia mondiale per sempre. Il 6 agosto 1945 (9 agosto a Nagasaki) dei bombardieri americani sganciarono sulle due città due bombe atomiche. Noi abbiamo visitato la città proprio pochi giorni dopo l’anniversario del bombardamento atomico.

Le conseguenze sono state immediate e terribili: morte e distruzione ovunque. In totale, oltre 200.000 morti e la città quasi completamente rasa al suolo. Molte domande sorgono spontanee visitando questi luoghi: era davvero così necessario porre fine alla guerra in questo modo? Gli orrori perpetrati dai giapponesi nei luoghi conquistati giustificano l’uso di un mezzo così devastante? Se non fosse stata sganciata la bomba atomica, la guerra sarebbe continuata?

Gli effetti sono stati così impressionanti da spingere i vari paesi mondiali ad impegnarsi per non utilizzare più armi atomiche. Purtroppo, soprattutto con i tempi che corrono, non si può dare per scontato che quest’arma così distruttiva non venga mai più usata.

COSA VEDERE A HIROSHIMA IN GIORNATA

Faccio un’utile premessa: avendo solo una giornata a disposizione ci siamo concentrati esclusivamente sull’area del parco della pace, dove sono concentrati tutti i monumenti più significativi a ricordo dello scoppio della bomba atomica. Per motivi di tempo, non è stato possibile visitare altro.

Da quello che abbiamo potuto constatare la città è stata completamente ricostruita ed è molto moderna, purtroppo le uniche tracce storiche di com’era le troverete nella zona del parco della pace.

GENBAKU DOME/ MEMORIALE DELLA PACE DI HIROSHIMA

cupola genbaku hiroshima

Poco, pochissimo è rimasto in piedi dopo la devastazione causata dal bomba nucleare. Un iconico edificio è riuscito nonostante tutto a sopravvivere. Si tratta del Genbaku Dome, un edificio del 1914 che ospitava in origine la fiera commerciale della prefettura di Hiroshima.

Il territorio del Giappone è spesso scosso da violenti terremoti, e le solide fondamenta di questo edificio progettate per resistere alla forza della natura hanno tenuto anche contro la ferocia umana. E’ importante però sottolineare che, contrariamente a quello che si pensa, non si tratta dell’unico edificio sopravvissuto. Gli altri edifici sono stati però completamente ricostruiti mentre il Genbaku Dome è l’unico che è stato lasciato così com’era.

Dal 1996 quest’edificio, e la zona circostante, è diventato patrimonio dell’Umanità (nonostante l’opposizione, ma guarda un pò, di Stati Uniti e Cina).

Il memoriale della pace di Hiroshima, chiamato anche Cupola di Genbaku, è la struttura esterna dell’unico edificio che rimase in piedi vicino al luogo dove venne sganciata la bomba atomica il 6 agosto 1945. Grazie agli sforzi di numerose persone – soprattutto gli abitanti di Hiroshima– si è conservato nello stesso stato in cui si trovava dopo l’esplosione. E’ un simbolo non solo della forza più distruttiva creata dall’uomo in tutta la sua storia, ma anche dei desideri di pace mondiale e di eliminazione definitiva di tutte le armi nucleari. (cit. UNESCO)

Un altro mito da sfatare riguarda l’epicentro dello scoppio della bomba. E’ credenza comune pensare che si trovi in corrispondenza della Cupola di Genbaku ma in realtà dista un centinaio di metri, si trova vicino a un ospedale.

Vedere dal vivo questo monumento lascia senza fiato. Purtroppo l’atmosfera di raccoglimento, nel nostro caso, è stata totalmente rovinata da un gruppo di turisti molto maleducati che urlavano e si facevano selfie. Mi è capitato di assistere alla stessa scena davanti alla casa di Anna Frank ad Amsterdam. Il rispetto davanti a queste testimonianze degli orrori del passato dovrebbe essere scontato, ma purtroppo molte persone non lo capiscono evidentemente.

PARCO DEL MEMORIALE DELLA PACE

Dall’altra parte del fiume a pochi passi dal Genbaku Dome potete visitare questo parco dove si concentrano tutti i monumenti più importanti dedicati alla memoria della bomba atomica.

Il monumento dei bambini alla pace è molto bello. E’ dedicato a Sadako Sasaki e a tutti i bambini vittime della bomba atomica. Chi era Sadako Sasaki? Una bambina giapponese morta di leucemia nel 1955 a causa delle radiazioni della bomba. E’ diventata famosa perchè prima di morire aveva deciso di costruire mille gru di carta per far seguito a una leggenda giapponese. Secondo la leggenda, a chiunque riesca a creare mille gru è concessa la realizzazione di un desiderio.

monumento per i bambini alla pace
mille gru per sadako

Purtroppo il desiderio di Sadako, l’eliminazione di tutte le armi atomiche, non si è ancora realizzato. Bambini di tutto il mondo hanno però creato tante gru per appoggiare il suo desiderio e ne ritroviamo un bellissimo esempio proprio in questo monumento.

In mezzo al parco troviamo il cenotafio per le vittime della bomba atomica, probabilmente il monumento più importante di tutto il parco. E’ qui che sono raccolti tutti i nomi delle vittime e dove si trova la fiamma della pace, che verrà spenta solo quando anche l’ultima arma atomica verrà eliminata.

cenotafio per le vittime della bomba atomica

Il Memoriale nazionale per le vittime della bomba atomica è un piccolo museo dove vengono raccolte le memorie delle vittime e dei sopravvissuti. Se avete occasione, visitatelo. L’entrata è libera, il museo è piccolino ma molto interessante. Io mi sono molto commossa vedendo i nomi delle vittime e le loro fotografie proiettati sulle pareti del museo.

L’ultima sala chiamata “la sala della memoria” è una stanza circolare che rappresenta Hiroshima al momento dello scoppio della bomba. Sulle pareti troverete i nomi dei 226 quartieri che facevano parte della città nel 1945. Tanto più in basso si trova il nome, tanto più vicino si trovava all’epicentro dello scoppio.

IL MUSEO DELLA PACE DI HIROSHIMA

little boy hiroshima
riproduzione su scala della bomba little boy

Il Museo della pace di Hiroshima, pur trovandosi all’interno del parco della pace, merita un paragrafo a parte. Il biglietto costa 200 yen ( all’incirca 2 €) e li vale tutti.

Il museo è composto da varie sezioni: una sezione è dedicata al racconto dei fatti storici che precedettero lo scoppio. Si passa poi al resoconto dei giorni in cui venne sganciata la bomba.

In questa parte del museo sono stati conservati vari oggetti che sono riusciti a resistere alle radiazioni. A distanza di anni mi fa ancora rabbrividire pensare al triciclo arrugginito appartenuto a un bimbo. E’ un’immagine che rimane scolpita nella memoria e non va più via.

Le storie delle persone che hanno posseduto questi oggetti sono molto significative: purtroppo la maggior parte di esse non ha avuto la stessa fortuna e non sono riusciti a sopravvivere all’impatto con la bomba. I loro parenti hanno gentilmente ceduto gli effetti personali al museo con lo scopo di educare le presenti e le future generazioni.

genbaku dome prima e dopo
riproduzione dell’edificio genbaku dome prima e dopo lo scoppio della bomba

Questa sezione è senza dubbio la più interessante rispetto a tutte le altre, fa inorridire vedere questi oggetti rimasti a testimonianza di un atto così scellerato.

Un’ultima sezione parla invece di tutti gli eventi storici legati all’uso delle arme atomiche dal 1945 ai giorni nostri. Si parla di esercitazioni USA nel Pacifico ad esempio. O di quanti stati hanno un arsenale atomico a disposizione al momento. O del destino dei sopravvissuti ai due bombardamenti atomici.

Mettete in conto due ore piene per visitare tutto il museo. Purtroppo quando siamo andati noi c’era veramente tantissima gente e in alcuni punti era difficile riuscire a seguire le spiegazioni del museo.

Dopo essere usciti dal museo, dovevamo raggiungere la stazione dei treni di Hiroshima per proseguire il nostro viaggio. Faceva un caldo infernale e ci è sembrata un’ottima soluzione quella di prendere un autobus hop-on hop-off che ci portasse direttamente in stazione. Il biglietto dell’autobus turistico è incluso nel Japan Rail Pass, basta mostrarlo all’autista quando si sale.

Il treno per Himeji ci attendeva! Ci è dispiaciuto non passare più tempo a Hiroshima ma siamo comunque riusciti a visitare tutto quello che avevamo in mente di vedere.

Finisce qui il racconto su Hiroshima. Vi lascio nel paragrafo successivo un breve anime molto grafico che fa vedere gli effetti della bomba sui poveri cittadini di questa sfortunata città! Siete mai stati in questa città? Fatemelo sapere nei commenti!

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16 commenti

  1. Alessandra dice:

    A me piace molto la storia e questo post mi ha colpito molto. Sicuramente se ne avessimo la possibilità, io e mio marito sicuramente visiteremmo questo sito. Per quanto riguarda la maleducazione non ho parole. Siamo stati ad Auschwitz Birkenau e anche lì c’era qualcuno (per fortuna pochi) che si faceva i selfie o parlava a voce troppo alta e la guida era veramente sconsolata per la mancanza di rispetto. Vabbè, cerchiamo ognuno di noi di dare l’esempio… magari funziona!

    1. Martina Curra dice:

      Guarda è una cosa che veramente mi fa arrabbiare tantissimo! Il rispetto in questi luoghi dovrebbe essere scontato e invece…..!

  2. Ho ancora il groppo in gola e i brividi se ripenso alla mia visita a Hiroshima. Anche noi visitata in giornata, poi abbiamo passato la notte a Miyajima. Visto anche l’anime che hai aggiunto, incredibilmente crudo e veritiero.

    1. Martina Curra dice:

      una visita necessaria. Sono contenta che abbiano deciso di mantenere in piedi il Genbaku Dome e abbiano creato uno spazio per onorare la memoria dei morti a causa della bomba atomica, il lavoro della memoria è duro ma importante!

  3. Libera dice:

    Quando andrò in Giappone anche io non esiterò a visitare Hiroshima e Nagasaki. La penso esattamente come te, è una visita dura ma necessaria

    1. Martina Curra dice:

      proprio così!

  4. Lisa Trevaligie Travelblog dice:

    Deve essere stato davvero toccante. Constatare di persona l’orrore di quelle tragedie non deve essere facile. Rimane comunque una tappa da fare assolutamente se Si è in visita in Giappone.

    1. Martina Curra dice:

      assolutamente!

  5. Non sapevo che USA e Cina si fossero opposti per la dichiarazione del sito UNESCO: con quali motivazioni poi? Luoghi come questo DEVONO essere assolutamente Patrimonio dell’Umanità! Un luogo di memoria che desidero vedere da tanto tempo… Mi spiace che la tua esperienza sia stata un po’ rovinata dai turisti maleducati.

    1. Martina Curra dice:

      Entrambi si opponevano all’iscrizione di Hiroshima perchè secondo loro mancava di prospettiva storica. Nel senso che in questo modo vengono omessi tutti gli orrori perpretrati dal Giappone che hanno dato luogo all’uso della bomba atomica.

  6. Anche noi abbiamo visitato Hiroshima, eravamo con i nostri figli che ancora non avevano studiato la seconda guerra mondiale. Abbiamo spiegato noi ed è stata un’esperienza toccante e molto significativa

    1. Martina Curra dice:

      ci credo! Mi piacerebbe portare anche mio figlio quando sarà più grande!

  7. Non sapevo si potesse visitareHiroshima, credo sia un luogo che malgrado la ricostruzione ti colpisca nel profondo. Come la storia della piccola e delle sue 1000gru di origami

    1. Martina Curra dice:

      Si povera piccina! Almeno la sua idea di costruire le gru non è morta con lei ma si è diffusa anche ad altre generazioni di bambini 🙂

  8. Questo tuo post sulla visita ad Hiroshima mi ha profondamente toccata. Non ho ancora avuto modo di andare in Giappone ma mi è già capitato di visitare luoghi della memoria come i resti del campo di concentramento di Dachau, la casa di Anne Frank ed una chiesa costruita utilizzando vari oggetti e pezzi di edifici distrutti durante vari conflitti. Questi luoghi dovrebbero imprimere nel visitatore un ricordo degli orrori della guerra, essere un’esortazione alla fratellanza e di monito affinché il passato non si ripeta, educare le attuali e le future generazioni alla pace. Purtroppo le numerose altre guerre scoppiate dopo il 1945 ci dimostrano che l’uomo dimentica in fretta

    1. Martina Curra dice:

      Sono d’accordissimo con te!Anche io ho visitato il campo di concentramento di Dachau e ne sono rimasta profondamente impressionata. E’ una visita che rimane scolpita nella memoria anche a distanza di molti anni….

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