PATRIMONIO UNESCO,  SPAGNA

Visitare Ibiza in giornata

Volare a Ibiza e tornare a Barcellona in giornata. Ho iniziato a pensare a questa possibilità a settembre del 2025 vedendo i prezzi dei voli stracciati (30 € a/r) e ho deciso di comprarli per me e come regalo per la Franci, mia compagna di tante avventure (Carcassonne, Collioure, Valencia e tante altre gite).

Il giorno prescelto è stato una domenica di fine novembre, dove abbiamo avuto la fortuna di trovare un tempo splendido e pochissime persone in giro (non oso pensare a come dev’essere ad agosto venire qui). L’idea era quella di esplorare per bene Dalt Vila, la parte alta della città di Ibiza (Eivissa in catalano) patrimonio UNESCO dal 1999. Alle fine siamo riuscite anche a fare una passeggiata e goderci un tramonto meraviglioso a Sant Antoni de Portmany tutto nell’arco di una giornata e muovendoci esclusivamente con mezzi pubblici. Mica male eh? Continuate a leggere per saperne di più!

Disclaimer importante: se state cercando informazioni sulle migliori discoteche da frequentare a Ibiza, sulla vita notturna o le spiagge da frequentare ovviamente questo articolo non fa per voi. Abbiamo scelto apposta un giorno in bassa stagione per evitare frotte di turisti interessati solo ad abbronzarsi e ballare fino a notte fonda. Non c’è nulla di male per carità, ma non è quello che cerchiamo quando andiamo a visitare una città nuova. Nell’ottica di un turismo responsabile e rifuggendo il più possibile l’overtourism, la nostra scelta è stata azzeccata, anche se ovviamente si potrebbe argomentare sul fatto che prendere un aereo andata e ritorno in giornata non è il massimo a livello ambientale.

IBIZA- PATRIMONIO UNESCO

Quando parliamo di patrimonio UNESCO ad Ibiza dobbiamo specificare che in realtà si tratta di un sito misto (sia naturale che culturale). iI titolo stesso dato al patrimonio è esemplificativo: Ibiza, biodiversità e cultura. Sono 4 in totale le aree riconosciute dall’UNESCO:

  • Dalt Vila
  • Puig des Molins
  • Sa Caleta
  • Parc Natural de ses Salines

Quest’isola offre un eccellente esempio di interazione tra gli ecosistemi marini e costieri. Le sue folte praterie di poseidonia- pianta endemica dei fondali del mar Mediterraneo- offrono rifugio e alimento a varie specie marine. In più, Ibiza conserva resti considerabili della sua lunga storia. I siti archeologici di Sa Caleta e la necropoli di Puig des Molins testimoniano il ruolo importante che ha avuto l’isola nell’economia mediterranea della protostoria e più concretamente del periodo fenicio-cartaginese. Dalt Vila, esempio straordinario dell’architettura militare del rinascimento, esercitò una grande influenza nelle fortificazioni delle colonie spagnole del Nuovo Mondo.

LA NOSTRA VISITA

La nostra giornata è iniziata di mattina presto con un volo dall’aeroporto del Prat di Barcellona. Il volo, veramente rapidissimo e con pochissime persone a bordo, ci ha portato in quarantacinque minuti circa all’aeroporto di Ibiza. Vista dall’alto l’isola appare molto verde all’interno con un’intensa urbanizzazione delle aree costiere.

Dall’aereoporto abbiamo preso l’autobus Alsa L10 fino alla fermata della Cruz Roja. Av. de España 51 (17 fermate). La nostra intenzione era quella di visitare la necropoli Puig des Molins ma l’abbiamo trovata purtroppo chiusa per lavori di restauro. Si poteva sbirciare attraverso le inferriate per vedere il sito archeologico ma ci siamo ripromesse di tornare un’altra volta per visitarla al suo interno.

Abbiamo quindi deciso di camminare fino ad arrivare al Baluarte des Portal Nou/Sant Pere, una delle porte d’accesso alla città alta (Dalt Vila).

DALT VILA

La città alta è veramente un gioiellino da percorrere con calma. Abbiamo seguito le mura della città visitando per primo il bastione di San Pietro (baluarte de San Pedro) dove c’è un piccolo museo all’aria aperta che racconta la storia della città. Piano piano abbiamo percorso el carrer del Calvari, una strada in salita che costeggia le mura della città e che ci ha permesso di vedere il bastione di San Giacomo (baluarte de Sant Jaume), quello di san Jordi e quello di San Bernardo (Sant Bernat). Ogni bastione permette delle viste panoramiche sul resto della città, sull’isola e sul mare circostante anche se a nostro giudizio l’ultimo bastione è quello che offre la panoramica migliore di tutti.

Continuando sempre su carrer del Calvari siamo arrivate fino alla cattedrale. Il nome della cattedrale è Santa Maria delle Nevi (Santa Maria de las Nieves). Venne costruita nel XIII secolo sulle rovine di un’antica moschea nello stile del gotico catalano anche se con il passo del tempo vennero aggiunti vari elementi stilistici di epoche diverse, come ad esempio il barocco. Proprio di fronte alla cattedrale si trova l’ufficio turistico dove ci hanno consigliato di visitare due musei ad ingresso gratuito la domenica che si trovavano proprio lì accanto. Il Centro de interpretación de Madina Yabisa è un piccolo museo che parla della storia di Ibiza durante l’epoca di dominazione araba mentre il museo Puget espone i quadri di due pittori autoctoni: Narcis Puget Viñas e suo figlio Narcis Puget Riquer.

Siamo rimaste sorprese nel mettere piede in carrer de Joan Roman perchè in questa via si cela un’autentica “walk of fame” di Ibiza dove personaggi più o meno famosi hanno lasciato le impronte delle loro mani sul muro.

Passeggiando senza meta per la città vecchia siamo arrivate fino all’emblematico Portal de ses Taules, probabilmente la più bella porta d’accesso alla città alta. Noi l’abbiamo usata per uscire dalla città alta ed avventurarci nella parte bassa, nel barrio della Marina.

LA MARINA

Il quartiere della Marina è famoso per la sue casette bianche, i variopinti negozietti e bar e ristoranti che si trovano proprio accanto al mare. Da qui si possono prendere i traghetti e le barche che portano fino alla vicina isola di Formentera. In carrer de Lluis Tur i Palau si trova il monumento dedicato alla cultura degli hippies che rappresenta un papà e sua figlia con chiara estetica da figli dei fiori. Ibiza è stata infatti, insieme a San Francisco, Goa, Amsterdam e Katmandú, culla mondiale del movimento. La statua è stata finanziata e donata alla città nel 2016 da Ricardo Urgell, fondatore delle discoteche Grupo Pachá.

Ci siamo poi spostate leggermente su Avenida de Bartolomeu Rossellò dove ci sono molti ristorante e negozi di catene internazionali per un ottimo pranzo nel ristorante La Barra Ibiza.

SANT ANTONI DE PORTMANY

Non avevamo grandi piani per il pomeriggio ed eravamo un pò stanche di camminare: ci è sembrata allora una buona idea prendere un autobus in direzione di Sant Antoni de Portmany. I 45 minuti del tragitto ci hanno permesso di ricaricare un pò le pile e siamo arrivati a Sant Antoni giusto in tempo per ammirare un tramonto spettacolare sull’isola.

Abbiamo fatto prima una passeggiata costeggiando la spiaggia su Passeig de Ponent dove si affacciano hotel, ristoranti e discoteche che a dir la verità, a causa della stagione invernale erano quasi tutti chiusi. Siamo arrivati poi fino al bar Rita’s Cantina di fronte a un piccolo porticciolo turistico dove ci siamo fermate per una merenda. Il cielo ha iniziato a colorarsi di rosso e ci siamo spostate vicino al mare per ammirarlo al meglio e giocare con uno dei tanti gatti liberi presenti nell’isola.

Ci siamo poi affrettate a raggiungere l’aeroporto per poter cenare con calma prima di prendere l’aereo di ritorno anche se a posteriori tanta fretta non è servita a molto dato che l’aereo è partito con quasi due ore di ritardo. Siamo arrivati talmente tardi che sono stata a un passo dal perdere l’ultimo treno per arrivare a Terrassa. Sul momento non è stato per nulla divertente anche se ora lo ricordo come un aneddoto simpatico del viaggio. E’ stata una giornata magica e mi piacerebbe tornare presto a Ibiza per visitare il resto dell’isola.

E voi? Siete mai stati a Ibiza? Fatemelo sapere nei commenti!

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