Alcalá de Henares, una bella sorpresa vicino a Madrid
Quest’estate mi si è presentata un’opportunità che ho colto al volo di tornare a Madrid dopo tanti anni di assenza. Ho accompagnato Fran e i bimbi in treno fino alla capitale e poi loro hanno proseguito il loro viaggio fino a Siviglia per andare a trovare i nonni paterni e io ho preso un treno per arrivare fino ad Alcalá de Henares, una graziosa cittadina di 200.000 abitanti che si trova molto vicino a Madrid.
Ho scelto di andare a Alcalá de Henares perché è uno dei tanti patrimoni dell’umanità che si trovano vicino alla capitale spagnola (anni fa sono andata a vedere anche El escorial, un altro patrimonio UNESCO raggiungibile in giornata da Madrid). Si può decidere di visitare Alcalá in giornata da Madrid dato che per arrivarci ci vogliono 45 minuti di treno e mezz’ora di macchina ma io ho preferito dormire una notte lí per godermi la visita al massimo.
Vi lascio il mio racconto dettagliato qui di seguito sulla mia visita in questa bella cittadina spagnola con indicazioni anche su cosa visitare, dove alloggiare e dove mangiare.
Come arrivare a Alcalá de Henares da Madrid
Il modo più comodo è ovviamente in macchina ma se, come me, non guidate o non siete pratici allora si può prendere il treno. Dalla stazione di Atocha ci sono due linee di Cercanias (treni locali) che arrivano fino ad Alcalá: la C2 (direzione Guadalajara) e la C7 con capolinea proprio ad Alcalá.
Sia all’andata che al ritorno ho preso la linea C7. All’andata sono rimasta bloccata per mezz’ora ad Atocha con il treno pieno di gente senza aria condizionata e nessuna notizia su quando sarebbe ripartito, al ritorno invece sono stata più fortunata con un treno più moderno dotato di aria condizionata e con meno gente. Riporto quest’aneddoto per dirvi che purtroppo i treni Cercanias non sono il massimo del comfort (a me ricordano i Rodalies qui in Catalogna e le linee Trenord di Milano) con ritardi e malfunzionamenti all’ordine del giorno. Nonostante tutto ti permettono di arrivare ad Alcalá in 40 minuti dal centro di Madrid.
Dove dormire: Casa Alba


Come dicevamo prima, Alcalá De Henares può essere visitata tranquillamente in giornata ma io vi consiglio di fermarvi a dormire per poterla apprezzare con più calma. Mi sento di consigliarvi Casa Alba per vari motivi: la sua posizione proprio nel centro di Alcalá rende comodissimi gli spostamenti e la bellezza della casa stessa dove, oltre alle varie stanze, si trova anche una cucina, una terrazza e un piccolo patio esterno dove poter fare colazione, pranzo e cena circondati dal verde.
Come unico aspetto negativo, devo segnalare che la mia stanza non aveva finestre e il bagno era esterno ma anche per una come me che va in bagno spesso anche di notte non è stato un grande problema. Vi lascio le foto per farvi vedere l’aspetto generale della struttura.
Dove mangiare: Cervecería Gato Verde- Chocolatería Valor


Ho cenato nella Cervecería Gato Verde proprio alla fine della calle mayor, una bella birreria con birre provenienti da tutte le parti del mondo con un buon servizio, bell’ambiente e conto giusto.
Per fare colazione invece avevo voglia di churros e mi sono decisa per la chocolatería Valor dove in piena plaza Cervantes ho fatto colazione con una bella tazza di cioccolata e churros fumanti, un’ottima colazione alla quale ripenso con nostalgia ancora oggi, slurp!
Alcalá de Henares, patrimonio UNESCO

Alcalá de Henares entrò nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 1998 con la seguente ragione:
Università e complesso monumentale di Alcalá de Henares fondata nel XVI secolo dal cardinale Jimenéz de Cisneros, Alcalá de Henares è stata la prima città universitaria creata al mondo. Fu esempio della Civitas Dei (Città di Dio), comunità urbana ideale che i missionari spagnoli diffusero in America e che serví da modello per tutta una serie di università in Europa e nel resto del mondo.
Cosa visitare a Alcalá de Henares


Prima di iniziare con la lista di tutti i posti da non perdere a Alcalá de Henares, ci tenevo a parlarvi di alcuni degli abitanti più particolari della città: basta infatti girare con la testa in su, fissa su comignoli e tetti degli edifici per vedere spuntare i nidi delle cicogne, graziosissime abitanti della città. Piú di 100 coppie di cicogne vivono stabilmente in città ed è veramente suggestivo vederle librarsi in volo o semplicemente ripararsi nel loro nido dopo una lunga giornata.
MUSEO CASA NATAL DE CERVANTES



Ebbene sí, lo scrittore spagnolo più conosciuto, Miguel de Cervantes, è nato proprio qui ad Alcalá de Henares. Al numero 48 della calle mayor si può visitare gratuitamente la casa dove è nato lo scrittore spagnolo più famoso al mondo nel 1547. Non è rimasto molto degli interni originali, ma in cambio c’è un’esposizione permanente sui vestiti tradizionali che erano in voga nel periodo in cui Miguel de Cervantes è nato e vissuto.
Proprio davanti alla casa c’è una panchina con le statue di Don Chisciotte e il suo fedele scudiero Sancho Panza, vi lascio immaginare il via vai di gente ritraendosi con i due famosi personaggi (anch’io ovviamente non ho saputo resistere). Pensate che il libro del Don Chisciotte (Don Quijote in lingua originale) è il secondo libro con più vendite all’attivo del mondo dopo la Bibbia, un traguardo veramente impressionante! (nell’articolo dedicato a Albacete vi avevo parlato di altre statue dedicate ai due famosi personaggi di Don Chisciotte- in generale in tutta Castilla la Mancha e la comunità di Madrid troverete statue e monumenti a loro dedicati).
CAPILLA DEL OIDOR- UFFICIO DEL TURISMO


Un’altro luogo legato a Miguel de Cervantes è la capilla del oidor, l’attuale ufficio del turismo. Si trova in plaza de Rodríguez Marín, alla fine di Plaza Cervantes e accoglie i resti dell’abside dell’antica chiesa di Santa María la mayor, distrutta in un incendio nel 1936. All’interno di quest’ufficio del turismo si può ammirare, sempre gratuitamente, la fonte battesimale dove fu battezzato Miguel de Cervantes insieme a una copia del suo atto di nascita e quello di quattro dei suoi fratelli.
PLAZA CERVANTES


Nella lista di luoghi dedicati a Cervantes non può ovviamente mancare la piazza che porta il suo nome. Centro nevralgico della città, proprio qui si affacciano palazzi importanti come quello del comune della città (antico convento) o il Corral de Comedias (corte delle commedie), un teatro museo tra i più antichi del suo genere che purtroppo non ho potuto visitare dato che era chiuso il weekend in cui sono stata ad Alcalá.
Nel mezzo della piazza svetta il chiosco della musica, dove ancora oggi si esibiscono cantanti e band musicali e la statua dedicata a Miguel de Cervantes e alla sua opera più celebre, il don Chisciotte. La statua venne inaugurata nel 1789 a opera di uno scultore italiano Carlo Nicoli Manfredi. Nella parte della piazza più vicina alla calle Mayor troverete anche la scritta dedicata alla città dove poter scattare varie foto.
CALLE MAYOR



La Calle Mayor di Alcalá di Henares ostenta un curioso record: è la strada porticata più lunga d’Europa (su entrambi i lati). Fino al 1492 (anno in cui vennero cacciati gli ebrei) era la strada principale del ghetto ebraico. Attualmente sotto i suoi portici è tutto un susseguirsi di ristoranti e negozi, cuore pulsante della città esattamente come lo era nei secoli precedenti.
Come curiosità se andate al numero 13 e 32 della strada e guardate in alto vedrete le “mirillas”, fessure da dove i commercianti ebraici potevano vedere chi entrava o meno nei loro negozi e dove potevano anche passare le chiavi ai loro ospiti per salire in casa. I portici si interrompono solamente dove si trova la casa natale di Miguel de Cervantes e l’antico Hospital de Antezana.
HOSPITAL DE ANTEZANA


L‘ospedale di Antezana, uno dei più antichi ancora in funzione dalla sua apertura in Europa, si trova proprio accanto alla casa natale di Cervantes ma riceve molte meno visite rispetto a quest’ultima e lasciatemi dire, è veramente un peccato! A onor del vero, rispetto alla casa natale di Cervantes si paga un biglietto di entrata che include anche la visita guidata (non è possibile fare una visita in autonomia) ma mi permetto di dire che si tratta di soldi ben spesi.
La visita dura all’incirca un’ora e racconta la storia dell’ospedale dalla sua creazione per volere di Luis de Antezana e Isabel de Gúzman, che decisero di donare la loro fortuna nel lascito testamentario alla creazione di una casa di accoglienza per persone malate fino all’attualità. Tra i vari ambienti che si visitano c’è anche la stanza dove dormiva il santo Ignazio di Loyola e la cappella dove pregava. Il santo studiò nell’università di Alcalá de Henares e lavorò como cuoco presso l’ospedale di Antezana durante due anni (dopo essere stato a Manresa in pellegrinaggio nella grotta e chiesa che oggi porta il suo nome). Una diceria, mai verificata, indica che il padre di Miguel de Cervantes, chirurgo, avrebbe lavorato all’interno dell’ospedale ma non esistono documenti in grado di poter corroborare questa tesi.
UNIVERSITÀ DI ALCALÁ


Ho lasciato quasi per ultima quella che per me è stata la visita più bella di tutte, l’università di Alcalá de Henares. Vi consiglio veramente una visita all’università (esattamente come per l’ospedale di Antezana l’accesso avviene solo tramite visita guidata) per molteplici ragioni. Innanzitutto qui studiarono alcuni dei letterati più famosi dell’epoca come Francisco de Quevedo, Lope de Vega, Tirso de Molina o Calderón de la Barca (ma curiosamente non Miguel de Cervantes).
Il Cardinale Cisneros fondò il primo campus universitario del mondo nel 1499 sotto il nome di università complutense. Vi suona il nome? Ebbene si, l’università complutense si trova a Madrid dal 1836 quando venne lì trasferita da Alcalá.
Gli edifici dell’università vennero abbandonati e avrebbero fatto sicuramente una brutta fine se non fosse stato per un gruppo di concittadini che decisero di fondare una società di co-proprietari che in una delle prime operazioni di crowdfunding della storia comprarono e ristrutturarono tutti gli edifici dell’università.
La visita passa attraverso vari spazi dell’università come la cappella di Sant’Ildefonso dove si trova la bellissima tomba del Cardinale Cisneros fino ad arrivare al Paraninfo, dove discutevano la loro tesi i dottorandi davanti al resto dei professori. La guida ci ha spiegato che il dottorando aveva due professori al suo fianco uno detto “angelo” che lo aiutava e suggeriva il discorso da fare e un altro detto “diavolo” che aveva il compito specifico di ostacolarlo il più possibile dandogli suggerimenti sbagliati. Pensate anche che all’interno dell’università vigevano regole e leggi diverse rispetto al resto della città e il rettore dell’università poteva sbattere in prigione gli studenti che non seguivano le regole stabilite.
Il Paraninfo è un edificio veramente spettacolare e ogni anno il 23 aprile, il giorno di San Giorgio, i re spagnoli consegnano il premio Cervantes allo scrittore e/o scrittrice che più si è distinto nell’anno precedente nell’arte della scrittura. La parete che precede il Paraninfo è ricoperta dai nomi degli scrittori che hanno vinto tale premio con l’anno della loro vincita.
Come sempre il tempo è tiranno e ci sono stati alcuni posti che non sono riuscita a visitare o dove sono passata molto velocemente come le mura della città, il palazzo di Laredo o la città romana di Complutum (da cui il nome dell’università complutense). Sono rimasta però talmente contenta della mia visita a Alcalá de Henares che sono sicura che prima o poi ci tornerò!
E voi, siete mai stati a Alcalá de Henares? Fatemi sapere nei miei commenti!
Un tuffo nella storia a Pujalt
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